domenica 13 luglio 2014

Rare 7 Inches Week: Day 1, Fasten Belt





Cari Amici/Care Amiche...da un po' di giorni mi frullava in testa di ripetere una rubrichetta di condivisione settimanale come fatto già in precedenza (vedere settimana psichedelica pisana in caso..)...mi necessitava però un espediente-collante..ecco che la mia scelta è caduta, più che su un comune denominatore territoriale, su un formato produttivo: il 7 pollici (o, come da altra co-essenziale definizione, 45 giri).
Ho pensato che potevo permettermi una settimanella random (utilizzando rare release in formato mp3 presenti nel mio archivio), inseguendo gusti e generi anni 80 diversi, per proporre musica interessante che venne registrata su questo (molto spesso) agognato supporto.




 Note Storiche sul 7 pollici 'italiano' anni 80

Certamente in Italia il 7 pollici anche negli anni 80 conservò prevalentemente la stessa funzione dei decenni precedenti: fu utilizzato anche in questa decade per fare un singolo di lancio o di rimando ad altre produzioni (specie di Lp), fu adottato come principale strumento di promozione per nuove band o nuovi progetti musicali meritevoli di una prima occasione, fu come prima il prodotto di più facile vendita e diffusione (anche se negli anni 80 le musicassette rispetto alle più prossime e precedenti ere musicali seppero fare una notevolissima concorrenza...).
Il di più rispetto a prima sta nel significato simbolico insito del vinile in questo formato, che rappresentò per molte band di questo periodo l'obbiettivo minimo/massimo per antonomasia: oltre al fare le tape di rito, che servivano oltre che a farsi conoscere anche ad attrarre qualche etichetta (piccola o grande che fosse), il 7 pollici si imponeva nell'immaginario dei giovani musicisti come il sogno sperato per un inizio di carriera fra quelli che ce l'avevano fatta, che sarebbero partiti da qui per fare altri dischi (una carriera da professionisti in pratica).
In verità un po' in tutto lo stivale la storia andò diversamente. Quelli che arrivarono a fare i dischi (specie poi con una label) furono una netta minoranza. Questo spietata preclusione (dovuta a vari fattori...) si verificò a sfavore di gran parte della proposta rock e di musica alternativa di questo decennio italiano(molti salvarono i loro sforzi compositivi con le tape per fortuna).Spesso chi riuscì a fare anche soltanto un 7 pollici fu per un favorevole episodio o per qualche contatto andato a buon fine. 
Molti comunque si fermarono anche solo a questa ambita e spesso iniziale produzione per via del fallimento successivo dell'etichetta (con la quale magari si erano presi accordi per ulteriori uscite). 

Diversi musicisti non aspettando l'occasione con una casa discografica (seppur piccola o indipendente), il disco (soprattutto il 7 pollici) se lo auto-produssero. 
Pratica questa, ad esempio, molto diffusa nel circuito punk hardcore ---> sostanzialmente per ragioni ideologiche (l'auto-produzione era un credo fervente), per ragioni logistiche (gli studi potevano essere meno attrezzati con aggeggi elettronici o strumenti fuori dallo stretto giro chitarra/batteria/basso) e organizzative (i collettivi punk hardcore realizzarono filiere corte davvero efficienti che assicuravano una giusta tiratura e un giusto rientro, sempre commisurato).
La spesa di noleggio studio e degli strumenti fu un forte freno per le band con un sound più sofisticato, che necessitavano di accortezze tecniche maggiori per registrare con qualità.

In genere il minutaggio a disposizione in un 7 pollici variava tra i 4 e i 10 minuti (in quest'ultimo caso forzando molto il formato) e il numero dei pezzi era abbastanza rigido; di solito vi finivano registrati due brani, uno sul lato A e uno sul Lato B (i punkettoni più stringati riuscivano ad infilarcene anche 6! 3 per lato magari).

Rispetto alle decadi precedenti (penso al beat e al prog -con nel secondo caso una tendenza però già ad usare di più il formato Lp/33 giri anche in prima uscita-) i brani che venivano scelti erano quelli che al momento sembravano i migliori. Difficilmente si metteva nel lato B un pezzo tanto per riempire. Il 7 pollici era per molti l'occasione per farsi conoscere, non bisognava sbagliare. Se andava bene poteva uscirci anche un intero Lp! Magari con un'etichetta ancora più importante...il sogno dei sogni...

Questa con i 7 pollici (assieme ai 12 e ai sempiterni Lp) fu l'ultima stagione a forte trazione vinilica: proprio al termine degli anni 80 e ancora maggiormente negli inizi degli anni 90 sarebbe arrivata infatti l'era dei Compact Disc (tutta un'altra cosa...a livello di sound sicuramente).

Cominciamo ad ogni modo a condividere qualcosa in questo formato, proprio per avviare questa preanunciata settimana dal sapore vinilico (non sniffate troppo eh...). 
Per la prima 'uscita' mi sono rivolto al percorso di una band che proprio con un 7 pollici sarebbe partita per inanellare una bella sequenza di dischi (loro ce la fecero per un po'..)..beccatevi subito il sette pollici dei...........


FASTEN BELT



I Fasten Belt chi se li ricorda signori e signore? Non mi dite che qualcuno non li conosce..davvero un peccato! Ora avete l'occasione per recuperare la lacuna però...

Questi signori che vedete in foto (assieme ad altri che ne fecero parte) animarono certamente un piccolo/grande corso musicale (di estrazione romana), avevano un grandissimo talento e per questo si fecero abbonadantemente apprezzare e conoscere dalla fine degli anni 80 fino alla metà degli anni 90 (il progetto terminò uffcialmente nel 97)
Gli esordi furono ruggenti (1986), segnati da un punk rock molto sfaccettato ed energivoro (per i musicisti e i pogatori...), in debito con varie influenze (punk 77, proto-punk alla Stooges, post-punk, garage). 
Live erano fortissimi, speccavano il palco e riuscivano a coinvolgere pure le pareti in un vortice sonoro.
Quasi subito furono presi sotto l'ala protettrice della High Rise di Federico Gugliemi, che fece far loro niente meno che due Lp e un 7 pollici (proprio nella loro fase più garage punk).
Dopo questo glorioso exploit fecero una mini pausa, per tornare nel 1995 addiruttura con un album prodotto da una major, la BMG (che decretò però un po' la loro fine, anche se pure in questa fase ottennero un discreto successo, con diversi passaggi tv).
Una parabola discretamente lunga che ha segnato il rock alternativo italiano di passaggio tra 80 e 90 e che ha lasciato tanti ricordi (per ulteriori dettagli biografici vi consiglio la loro pagina wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Fasten_Belt e l'angoletto FB https://www.facebook.com/FastenBelt ). 
Il ricordo principale, quando si parla di questa band, deve oggi purtroppo andare a Claudio Caleno, il cantante del primo periodo e nella line up più ricorrente della band, scomparso in tempi recenti (2012).
Cercando di non intristirci troppo (dedico comunque a Caleno questo post...), ricordiamoli con il loro esordio discografico...


'No Dice / On The One Hand (7'' 1987)'



Questo dischetto è davvero una piccola perla, che servì veramente a spalancare le porte alla band per un bel giro di notorietà nel panorama rock italiano di fine anni 80.
Fu prodotto dall'etichetta romana Lilly Records (una label di breve corso che produsse poche ma ottime cose) e pensato per dare spazio a due pezzoni del primo repertorio della band: No Dice (un vero cavallo di battaglia nei live Fasten, che sarebbe stato riproposto anche nel primo Lp High Rise) e On The One Hand.
Due brani diversi ed esemplificativi dello spettro sonoro sondato dal primo nucleo Fasten Belt (con anche Caleno quindi). Risalta per ovvi motivi la splendida No Dice, con una accattivante spruzzata di goth rock (nell'intro ma anche nella complessiva 'atmosfera' del brano) e col suo ritmo coinvolgente. Non male comunque la ballad (anche questa piuttosto cavalcante) del lato B (in odore più americano che british).
Questi due brani spero vi allieteranno parecchio...buon ascolto...

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Special 7 Inches Week --Presentation--

Dear random foreigner web users, for a week every day on this blog i will try to share some rare 7 inches records of different italian rock bands (only 80s stuffs off course! like in the perfect tradion of this little corner...). You will find something that will fitt various definitions of style.Today we start with the roman band Fasten Belt ( https://www.facebook.com/FastenBelt ), a glorious ensamble very important for the italian alternative rock movement between 80s and early 90s.
In download for you the first release of the Fasten Belt, with 2 amazing tracks of the early period of the band: No Dice (with the great garage/goth rock atmosphere) and 'On The One Hand' (a really nice & movemented ballad with an american scent).

Please Enjoy

http://www.4shared.com/zip/xXTLucKBce/Fasten_Belt_7-1987.html


Un ringraziamento ad F.d.P. per la condivisione e a domani per la seconda proposta. Stay Tuned for the next steps!

Saluti.



2 commenti:

  1. Risposte
    1. The first track is very goth, especially in the intro..i'm glad you liked !

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