sabato 22 novembre 2014

Italian Goth Rock & Bates Motel




Hey folks (o dark folks), torno da queste parti...per quest'occasione ho pensato che potevo addentrarmi in una rischiosa ricognizione su di un genere che molti di voi frequenteranno negli ascolti e che comunque segna a livello stilistico anche la condivisione musicale su questo blog (magari riesco ad introdurlo, in via profana, anche a chi non lo mastica). Sto parlando del goth rock o rock gotico...





Genesi del Goth Rock Internazionale



Un genere che nasce ufficialmente tra le pieghe del punk 77 inglese, che ne codifica la definizione stilistica iniziale (legata evidentemente al punk stesso e soprattutto al post-punk). 
E' infatti proprio qui, all'interno di questa deflagrante esplosione musicale, che nasce ufficialmente la liason tra la musica e il concetto stesso di gotico. 

Un termine, il gotico, già coniato (come tutti i furbetti sapranno) secoli addietro e originatosi in ambienti nord-europei. 
In che cosa si esprimeva originariamente questo concetto? Forse in una certa sensibilità tutta medioevale nel concepire le cose e che ebbe sicuramente la massima espressione (visiva) nell'architettura, quando nel basso medioevo si avvicendò (od anche si mescolò) a livello stilistico al romanico: apportando alte guglie e navate, archi famelici a sesto acuto ed ambienti chiesiastici molto sepolcrali (financo spettrali) in grado di incutere maggiormente il necessario timore dei demoni e di dio (e dei suoi rappresentanti in terra...).
Dopo questa arcaica era (e grazie al tramandarsi di questi edifici afferenti al gotico) questo gusto riuscì a sopravvivere e nei secoli successivi continuo' a suggestionare e ad essere ri-elaborato/arricchito/compenetrato da altre esperienze affini (il romanticismo di fine 700-inizio 800, il simbolismo di fine 800, il dadaismo e il neo-espressionismo tedesco degli anni 20 del secolo scorso -con risvolti anche cinematografici- etc..).
Dopo questo lungo cammino del concetto (portatore di iconografie molto chiare) una parte del movimento punk inglese, non estraneo neanche all'iniziale motto 'No Future' dei Sex Pistols, cominciò ad adottare il termine 'gotico' per definire un certo tipo di sound e una certa atmosfera a latere di certa musica (anche grafico-estetica). Venne varata di fatto una musica molto di rottura e molto 'contro' (e al contempo anche un po' elitaria).
I principali iniziatori? Tra tutti certamente i Siouxsie & The Banshees e i Bauhaus...









Due band certamente seminali del genere musicale e dell'estetica goth rock. I primi partiti nel 76 e i secondi nel 78. Affiancati ben presto dai Cure di Robert Smith (che seppur partiti anch'essi nel 76 avranno modo di dire la loro nel genere più propriamente dal 79 col loro primo disco 'Three Imaginary Boys' e poi grandemente con tutto il seguito della loro discografia).






Ok, come mai non sto citando i Joy Division di Ian Curtis? E qui veniamo alla grande questione dirimente...
A parere modesto del sottoscritto bisogna ora tentare di distinguere tra darkwave e rock gotico. Perchè se quest'ultimo puo' certamente rientrare nella darkwave, non tutto quello che viene definito post-punk (il genere maggiormente lanciato dai J.D.) o dark (non basta vestirsi di nero..) deve definirsi gotico (il goth rock all'inizio è fatto di concetti musicali post-punk ma li trascina in un altro mondo, aggiungedovi spesso qualcosa di più teatrale ed emotivo). Forse, e magari dico una banalità, i Joy Division possono dirsi dark ma non goth: sono per me i padri spirituali di una certa cold wave molto intimista. A livello stilistico ed estetico furono certamente altro (e insegnarono altro: il post-punk ai suoi massimi livelli!).

L'estetica appunto. Una componente essenziale per 'riconoscere' il goth. Nella musica come nell'abbigliamento associato.
Rispetto al post-punk (quell'insieme di esperienze ritmiche e musicali che evolsero i concetti del modo di fare musica punk) i primi goth rocker, a livello musicale, aggiunsero atmosfere più tese e pesanti (con bassi lugubri, giochi di chitarra ipnotici e psichedelici, batterie molto versatili in grado di dettare andamenti rarefatti o al bisogno frenetici e devastanti), innervarono la loro musica di cantati lancinanti, grida, sussurri spettrali, lenti spegnimenti vocali di corredo al volgersi di un ritornello o del brano stesso (come alludendo ad una fine di vita..).
Atmosfere ed espedienti musicali che conferivano al tutto un'alea molto cupa (quindi molto in sintonia con lo stesso effetto gotico del trovarsi in una chiesa costruita e segnata dall'omonimo movimento architettonico, che timorava e al contempo incupiva).
A queste costruzioni musicali si abbinò un'estetica non musicale decisamente corrispondente: nei followers del genere si impose una certa magrezza scheletrica ed un certo candore della pelle (anche qui per assecondare apparenze minimali di vita, che faceva di questi dark degli spettri o degli alieni, quasi come a volersi auto-ripudiare dal genere umano), l'adozione prevalente del nero come colore principale per la vestizione giornaliera (e soprattutto notturna..), trucchi pesanti per esacerbare lo spleen nei volti, catenine, ciondoli retrò, croci (spesso rovesciate..), anfibi a bordo alto, cotonatura esagerata e modellata dei capelli (quasi ad emulare uno stato disperato da reparto psichiatrico) etc..

Un'estetica quindi molto forte, in grado di scioccare i benpensanti (un'intento abbastanza palese nei propugnatori del goth rock ancora oggi) e che garantiva ai cultori del genere una immediata riconoscibilità (tra loro stessi in primis).

A livello ideologico il goth rock si legò a precisi riferimenti filosofici (il nichilismo, l'esistenzialismo, Burroughs etc..), letterari (la poetica simbolista di Rimbaud e Beaudelaire, la letteratura orrifica di E.A. Poe, Lovecraft etc..) ed artistici (il Futurismo, il Dada, il Bauhaus, il De Stijl etc..). 
Si misurò poi con determinate tematiche, che venivano affrontate anche nei testi delle band o nelle varie espressioni artistiche collegate a tale movimento: l'anti-clericalismo, l'occultismo, il rifiuto alla vita, il sado-masochismo, la morte, l'assurdo, il paradosso, l'osceno, la follia, la disperazione, la paura etc..
Tutte cose che venivano affrontate molto seriamente ma anche con una buona dose di ironia (altrimenti si sarebbero uccisi tutti!) e con un certo grado di esorcizzazione.

Un mondo quindi che creò una vera sotto-cultura (ed anche dei sotto-generi: la bat cave, il death-rock, l'horror-punk etc..) e un'immaginario davvero forte, che dalla fine degli anni 70 non ha smesso di affascinare e creare nuovi amanti del genere. 

Urge precisare, a questo punto, che qui si sta parlando del primo goth rock, quello necessariamente collegato al post-punk e alla più generale famiglia new wave. Perchè bisogna essere chiari anche su questo: il goth rock è nato goth (post)punk ma poi si è fatto altro: è diventato metal, prog metal, cyber etc etc..Ormai il concetto stesso si è emancipato dall'originale contenitore (punk) e puo' abbracciare trasversalmente varie stilistiche (con comuni denominatori i temi affrontati nei brani e una certa iconografia di fondo).
Va poi parimenti detto che il gusto gotico in musica (con temi gotici) è partito ben prima dell'ufficiale riconoscimento nel periodo 77-79 britannico. Tanti sono i padri putativi del genere (a livello estetico o per tematiche espresse) che possono dirsi proto-goth o pseudo-goth: i Velvet Underground (che Peter Murphy cita come grande ispirazione), Lou Reed (fondamentale il suo 'Tansformer'), Nico, David Bowie, Screamin' J. Hawkins, un certo blues jazz alla Nina Simone, il prog esoterico (in Italia basti sentire le opere del signor Bartoccetti..), i compositori neo-classici o della prima musica elettronica o concreta del 900 (tipo Luigi Nono, sempre per restare sul fronte italico), i musicisti classici dell'800 (tipo Chopin), financo a certa musica barocca suonata con le spinette etc etc etc.......



Il Goth Rock nella Wave Italiana


Tutta questa proposta musicale e culturale influenzò certamente molti waver nostrani. Difficilmente però si puo' parlare di una scena goth rock (post-punk) italiana negli 80, coesa e collegata (con rassegne od eventi dedicati). 
Definirsi goth già era difficile (anche a livello personale dico, molti si ritenevano waver versatili: una sera ballavano hardcore, la sera dopo Cure e Skeletal Family), incarnare autenticamente e con convinzione questa cultura era un fatto raro --> soprattutto per via delle implicazioni estetiche piuttosto invise (non penso solo alle rivalità tra dark e punk puri, ma anche a livello sociale: basti pensare al sud d'Italia, dove era -ed è ancora viva- una cultura religiosa molto forte che mal sopportava certe originalità cromatico-comportamentali).
A livello musicale ovviamente il goth si diffuse un po' in tutti i repertori delle principali band post-punk della prima ora (che nella maggior parte dei casi guardavano meno ai Devo o ai Talking Heads e cercavano di ispirarsi di più ai vari Bauhaus, Sioxsie, Cure e compagnia bella). Quelle che ne fecero l'unica ragione di vita non furono moltissime: in poche abbracciarono in toto la cultura e le conseguenti implicazioni musical-estetiche del primo goth rock.
Negli anni 80 le grandi città ebbero le scene goth principali (Roma, Milano, Firenze, Torino su tutte), ma anche la provincia a macchia di leopardo presentava gruppi di persone molto vocate a questo mondo cultural-musicale. Ogni zona aveva le sue band e i suoi locali di culto (che suonavano principalmente musica dark gotica e generi affini).
Facendo una rapida rassegna in giro per lo stivale...
A Roma era attivo il giro dark-goth del Uonna Club e la famosa 'scuola musicale di Via Pisino' (dove possono farsi rientrare i Carrillon del Dolore, i Marbre Noir, i Move ed altri --> tutta gente che frequentava le stesse cantine..). C'erano poi grosse band (con discreto seguito) del calibro degli Style Sindrome, i Rosen Kreutz di Marcello Fraioli e Klarita Pandolfi o i Bohémien di Alex Buccini (giusto per fare scorrettamente alcuni nomi e dimenticarmene altrettanto scorrettamente degli altri).
A Milano importassimo fu il ruolo del Virus (primo moderno centro sociale anarcho-punk italiano auto-gestito), che tra l'82 e l'84 consentì la maturazione di un collettivo dark molto goth che avrebbe dato vita alla zine Amen (forse la migliore goth zine italiana anni 80..).
Di Firenze si sà molto, con tutte le sue band della prima onda dark che facevano molto goth rock (i Diaframma degli esordi, i Neon, gli stessi Litfiba che cantavano ad inizio anni 80 'A Satana'...etc etc..).
Una bella menzione merita anche il Suburbia di Perugia dove si insediò una bella scena goth (con tante band: X-Offender, Axa Vanea, Aidons la Norvege etc..).
Poi Torino (col Big Club ed altri posti, Deafear ed altre band), Treviso (con gruppi potenti come i goth-punkers Wax Heroes o i più melodici Scent Merci), Venezia (con forse la miglior goth rock band italiana anni 80: i Death in Venice) e tante località sparse con i loro alfieri del genere (i Thelema e gli Afrodisia Città Libera a Modena, i Rivolta dell'Odio ad Ancona, i Danza Morta a Cosenza, gli Spleen Fix a Salerno etc etc etc...).
Un patrimonio rock che avrebbe lasciato grandi solchi in ogni territorio, una stagione certamente antesignana e d'esempio per tutte quelle esperienze e figure musicali che avrebbero dato vita alla nutritissima schiera goth italiana degli anni 90 (super acclamata, stavolta davvero più amalgamata e riconoscibile..su cui bisognerebbe scrivere qualcosa a parte..).

Ok, ora, dopo cotanto tentativo di svisceramento tematico (sicuramente lacunoso e semplicistico)...ecco l'allegato sonoro ! Ovviamente in sintonia col rock gotico...ci avvaliamo per l'occasione dei...



BATES MOTEL


Una band di cui ho pochissime informazioni. Di queste poche ho già scritto qui http://italo-wave.blogspot.it/2014/01/spezia-wave-pagan-easter.html . E purtroppo rispetto a questo posso aggiungere poco altro (a me piace di più farvi ballare, ve lo garantisco..).
Fu comunque una band esistita brevemente, un'esperienza spezzina di inizio anni 80 da cui sarebbero sorti i Pagan Easter (con al timone -molto probabilmente-, anche in questa vicenda, i fratelli Giangarè, Giulio e Maurizio).
Da quanto mi risulta fecero soltanto questo demo...


'Absurdo 001 (1982)'





Che dire su questa cassettina? Per me c'è dentro l'essenza del goth rock delle origini (ecco perchè ve la propongo!): un cantato denso di struggimento (impegnato su testi intrisi di disperato esistenzialismo), musiche a tratti ansiogene, nervose (con dentro mirabili grida di sax in stile no-wave), pesanti (grazie soprattutto ad un vibrantissimo basso) o da requiem (grazie alle frequenti pause di sospensione). Al limite del deathrock quasi (o senza quasi?).

Perdonerete qualche stridore dovuto alla vetustà della registrazione (ho fatto del mio meglio anche in questo caso !)...spero comunque gli amanti (e non?) del genere gradiranno altamente...Buon Ascolto !


Description of the tape in english: today to share a good example of italian goth rock coming from the early italian wave movement, here on the blog the only demo made by Bates Motel (a band from La Spezia, Liguria region, well-known for the later experience as Pagan Easter --> here where i've shared something about them: http://italo-wave.blogspot.it/2014/01/spezia-wave-pagan-easter.html ). The 4 included songs (on the tracklists are 5 but 2 are mixed) show the most essential goth rock style: frantic vocals (with some screams here and there), existentialist lyrics, nervous post-punk (sometime a bit no-wave thanks to the 'help' of the sax) and definitive deep & dark atmospheres with some breaks of suspension (in a pure goth rock style!).


Please Enjoy

http://www.4shared.com/zip/p8WcIKg7ce/Bates_Motel_demo1982.html


Ringraziamenti in conclusione ad F.d.P. per la condivisione e un saluto a tutti i darkettoni sintonizzati (in special modo agli stagionati cuori dark dei Bates Motel..).

Saluti.



domenica 2 novembre 2014

Rare Garage & Psych Week in Rome: Day 7, The Others




Ok, ecco la conclusione della settimana neo-60s romana, qualcuno si sarà divertito voglio sperare..ovviamente non ho preteso di analizzare onniscientemente tutto il movimento new garage/psych e mod anni 80 capitolino (come avrei potuto farlo? ci vorrebbero mesi di ricerche e di raccolta di testimonianze), ho voluto dare spunti, fare una bella carrellata (almeno coi nomi che ho ritenuto più significativi) e provare a condividere materiale di difficile reperimento (almeno a parere del sottoscritto..). Scorgendo i nomi e i post settimanali qualcuno avrà notato qualche lacuna, in caso, al riguardo, chi si sentirà in dovere potrà segnalare...intanto prima che parta la lamentela sull'assenza di un'altra importantissima band appartenente a questo movimento capitolino...provo in conclusione di approfondimento a conferire un altro allegato sonoro e ad accennare alla storia dei....




THE OTHERS







Un altro progetto rilevantissimo, dico in super-premessa, nato appena in tempo per rientrare nella fatidica decade 80: nel corso del 1989 (quasi sul gong!).

Protagonista essenziale alla base del discorso The Others (senonaltro per un discorso compositivo) è stato Massimo 'Brian Maxwell' del Pozzo --> lo stesso che aveva già iniziato a fare neo-garage & psych qualche anno prima: all'inizio con i Silent Shapes (dall'86 per un paio di anni, assieme ad altri musicisti che sarebbero diventati gli Spookies) e poi (nel periodo 88-89) con i Side Walkers (vedere primo post settimanale..).
Con lui in questo lungo corso (perchè i The Others produrranno tantissimo e suoneranno copiosamente fino alla fine degli anni 90) tanti compagni di ventura --> tra gli altri: Willy Faso chitarra 1992-1993, Fabrizio Napoli chitarra 1995-1999, Roberto Letizia basso 1992-1993, Bruno Apostoli basso 1993-1999, Andy Bartolucci batteria 1992-1993, Davide Irpini batteria 1994-1995, Giuliano Padroni batteria 1996-1999, Stefano Orioli organo 1992-1994, Emilio Quaroni organo 1995.

Una band, i The Others,  che definire profilica è un eufemismo (decisamente la più prolifica di tutto il movimento neo-60s romano 80-90..fatemelo dire!): infatti ci vogliono alcuni conti ragionati per computare quanti dischi abbia prodotto in appena una decade di attività questo gruppo (su discogs neanche son citati tutti ma potete farvene un'idea: http://www.discogs.com/artist/930654-Others-The-9 ). 

Quasi sempre, per le loro uscite discografiche (avvenute quasi esclusivamente su vinile) si avvalsero delle amorevoli cure della Misty Lanes records, una importantissima label (anche magazine, attiva ancora oggi) gestita direttamente (in coadiuvazione, evidentemente) dallo stesso Massimo Del Pozzo. Un canale produttivo che oltre ai lavori  The Others permise anche ad altre svariate band italiane e non (sempre in odore di garage e psichedelia) di potersi affacciare al mercato della musica con produzioni di assoluta qualità.

Ok, sciorinato succintamente tutto ciò, se qualcuno volesse avere ulteriormente un quadro più dettagliato della loro epopea vi consiglio questa bella biografia (purtroppo per i mono-lingua, redatta in inglese) raccontata palesemente dal caro 'Brian' per il sito giapponese Cutie Morning Moon (per dire dove son giunti ad esser conosciuti i The Others..): http://60spunk.m78.com/others.htm  .

In conclusione, per allietare qualche vostro momento di relax, dei The Others, ho qui per voi uno dei loro primissimi demo tape (il secondo per l'esattezza)...



'Outta The Grave! (demo 1990)'






Un lavoro su cassetta decisamente piacevole che lascia già intuire il perchè, in Italia negli anni 90, all'interno del movimento neo-60s, i the Others dissero così tanto la loro (--> pure il caro Bacciocchi li invitò in un paio di occasioni a partecipare a delle brillanti compilation con la sua Faces Records..anche questo vorrà pur dire qualcosa!).

Un demo senza tanti fronzoli (tra garage punk e beat rock), attraversato da una verve coinvolgentissima. 12 brani nel perfetto stile The Others, very british (ma forse soprattutto yankees..) --> lo stesso che avrebbe caratterizzato la band (nonostante i ripetuti cambi di line up) per un buon decennio.

Nota a margine sulla composizione dei brani: son quasi tutti delle cover di gruppi garage americani anni 60, eccezzion fatta per alcune tracce composte dagli stessi Others, tra cui le due versioni alternative (in finir di demo) di 'Feel The Time' e 'No More' (riviste rispetto a quelle apparse sul loro primissimo 45 giri).

Buon Ascolto..


Special Rare Garage & Psych Week in Rome --> Day 7, description in english: As last offer of the weekly documentary on the neo-60s roman movement, we have here one of the first works from the noticeable band The Others (http://60spunk.m78.com/others.htm 1989-1999). It's the second demo tape of the group ('Outta The Grave!), a release with the best tracks from the early periods of the band (with a lot of 'american' covers..) and 2 alternative versions of the 2 songs originary included in their first 7 inches (--> the rare 'Feel The Time / No More'). A really enjoyable collection in the perfect style of The Others: between garage punk & beat rock (a bit psychedelic thanks to the use of the organ).


Please Enjoy

http://www.4shared.com/zip/XtR_Vd-Uce/The_Others_demo_1990.html


Very Well, this is the end..of the week ! Buona scorpacciata neo-60s...

Saluti.


sabato 1 novembre 2014

Rare Garage & Psych Week in Rome: Day 6, Overlord



Sta andando bene il week-end delle mascherate? Io qui procedo col penultimo appuntamento neo 60s romano targato anni 80..e lo faccio avvalendomi del ricordo di un altro importante progetto capitolino...gli...





OVERLORD






Un altro progetto che qualche d'uno di voi avrà già avuto modo di adocchiare (ascoltare?) o che per certi trascorsi anagrafici ricorda limpidamente all'azione (magari non essendo neanche un rocker romano). 
Gli Overlord son partiti sul finire degli anni 80 ed hanno portato in giro il loro rock per qualche annetto, in un'autentica ed intensa attività, almeno fino alla seconda metà degli anni 90.

Dopo qualche cambio di line up e la partecipazione (esaltata) ad Arezzo Wave '88, la band trovò stabilità nella formula del power trio così composto: Marco Marraccini (il leader fondatore, cantante/chitarrista e compositore dei pezzi), Elena Palmieri (al basso) e Massimo Marraccini (batteria/percussioni).
Con questo terzetto ben assortito, con già delle solide esperienze pregresse (la Palmieri, ad esempio, l'abbiamo già incontrata nei Kim Squad..), gli Overlord riuscirono a mettersi in luce ben presto, soprattutto a suon di live infuocati in giro per locali e club romani.

Dopo il periodo di lancio, nel 1989 ottennero la possibilità di fare il loro primo disco con la Crime Records di Napoli: 'Shhhh! The Children Sleep' (questo il titolo dell' Lp). Un lavoro ad occhio molto bello che purtroppo ancora non ho avuto il piacere di ascoltare per intero (se qualcuno potesse agevolare..) e che sono riuscito ad annusare soltanto grazie ad altri sparsi lasciti sonori della band (...trovando quasi tutti i 9 brani del disco).

Dopo questo fortunato esordio vinilico, che portò lusinghieri apprezzamenti alla band, gli Overlord nel breve volgere di un biennio (tra il 91 e il 93) riuscirono a fare altri due ottimi dischi tornado stavolta a giocare in casa con l'etichetta romana Helter Skelter Records: prima editando un 7 pollici self-titled e poi il Cd 'Second Coming' (---> oggi quasi introvabile, con dentro la nuova direzione intrapresa dalla band, a tratti anche molto blues).

L'ultima traccia produttiva ufficiale della band si rintraccia nella partecipazione alla compilation 'No Time to Panic', buttata fuori nel 1996 dalla Panic Records...dopo di che, nada de nada.

Ok, sviscerata un po' la loro storia, a questo punto mi potreste chiedere: 'Si ma che tipo di rock facevano questi Overlord?' Ovviamente tanto neo-garage...

Come allegato sonoro (per farvi a questo punto ascoltare qualcosa), non disponendo di lavori completi, ho pensato che potevo comunque omaggiare questa importante band con l'unico loro live intero su cui son riuscito a mettere le mani (sistemandolo alla meglio per voi..)..il sottostante..


'Live in Rome 28.09.1990'


Un'esibizione grintosa e un po' rude nell'audio, ma che riesce a fornire un'idea ben precisa di quel che andavano proponendo gli Overlord nella prima parte di carriera: sostanzialmente un'energetica proposta di rock'n'roll, con dentro, in un vortice potente, una miscela di garage rock, punk 77 (molto Ramones a volte), rockabilly e piccole inclinazioni blues.

Un concertino di una mezz'oretta circa, con 15 brani dentro (che passano piacevoli e veloci), dove potete incontrare tutte le hit del primo periodo della band (alcuni brani li ho dovuti lasciare 'untitled' perchè non sono stato in grado di identificarli, se qualcuno anche qui volesse gentilmente aiutare...).
A volte vi sembrerà quasi di sentire psychobilly (anche se non ci sono grida alla Lux Interior..), ma sicuramente lo stile prinicipale è il garage punk.
Spero di aver agevolato anche in questo caso un buon consiglio musicale, molto tonico direi (e un po' sporco...) ...Buon Ascolto !



Special Rare Garage & Psych Week in Rome --> Day 6, description in english: like penultimate proposal of this week, here for you the only complete trace that i was able to find (and to set) about the band: Overlord (late 80s-middle 90s). An important formation, starring of the most energetic roman garage punk movement, maker of 3 very good records (the first one 'Shhh! The Children Sleep' really rare..) between the end of the 80s and the early 90s.
Here for you a whole live show with the best tracks from the early period of the band (with some untitleds, unfortunately), where you can hear an incendiary mix of garage, punk 77 (with a clair Ramones scent), rockabilly and bit of blues.

Please Enjoy

http://www.4shared.com/zip/sBW25aUbba/Overlord__live_1990.html


A domani per la chiusura di settimana, con un altro underrated e squisito demo...

Saluti.



venerdì 31 ottobre 2014

Rare Garage & Psych Week in Rome: Day 5, Rainvox




Eccoci ancora, come quinta proposta della settimana neo-garage & psych romana, ecco arrivare la storia e la 'discografia' di un altro bel progettino abbastanza misterioso...quello dei....




RAINVOX






Un discorso, questo dei Rainvox, abbastanza breve (ad occhio un due o tre anni di attività), originatosi nel 1986 e basato sulle ottime idee musicali di un validissimo terzetto capitolino: Andrea Placidi voce/chitarra, Giorgio Bellincampi chitarre/backing vocals, Ruggero Solli batteria/percussioni.

Certamente furono anch'essi una realtà abbastanza significativa nel contesto (soprattutto) neo-garage romano. Tutti e tre gli elementi vantavano già al momento della formazione solide radici musicali nella primigenea onda punk/wave della capitale: infatti con diverse band (rispettivamente, seguendo l'ordine di cui sopra, con Fango, Taxi e The Water) hanno partecipato al primo ed importantissimo Festival Rock del dicembre 79-maggio 80 realizzato al Cinema Espero di Roma ( --> uno dei primissimi festival new wave nazionali, organizzato dalla rivista Ciao 2001, da cui verrà tratta la mitica compilation Rocker '80, con i 4 vincitori finali...rintracciatela...).

Come Rainvox i nostri tre paladini si mettono corposamente in luce nel marzo 1987 quando si esibiscono alla Prima Rassegna delle Etichette Indipendente organizzata al Piper Club, suonando insieme a quotatissime band neo-60s del calibro dei Birdmen of Alkatraz e de Gli Avvoltoi (due nomi mitici del revival 60s degli 80 italiani, il primo già incontrato in questo blog in sede di approfondimento pisano...). 
Da questo evento cominceranno probabilmente a maturare quei contatti importanti che consentiranno loro di arrivare anche a fare il loro unico disco...il 45 giri sottostante...



'Faustine / Side of Love (7'' Mantra Records 1988)'





Un bel disco, è innanzitutto questa la prima cosa da dire a mo' di commento, che fu prodotto (in concorrenza economica coi 3 musicisti) dalla Mantra Records. Una lodevolissima label romana che nella seconda degli anni 80, oltre a questo prodotto firmato Rainvox, ha dato alle stampe interessantissimi dischi new wave (Limbo, Black Rose, Marbre Noir, Gentleman in War etc..) ed anche altri lavori vinilici con sonorità neo 60s (i famosi Allison Run di Verardi son passati di qui per ben due volte, ma anche i già visti Underground Arrows, etc..).
Un'etichetta indipendente che sapeva riconoscere i talenti assoluti di quel periodo e che (decisamente) non sbagliò il tiro neanche con questi Rainvox.

Il 7 pollici in questione racchiude due ottimi brani, entrambi segnati da un certo gusto neo-garage acustico (infatti solo delle chitarre acustiche vengono utilizzate in simbiosi con l'azione della batteria e come base all'ottimo cantato). 

A parere del sottoscritto, le due tracce si differenziano per la cifra stilistica di fondo (anche se si contraddistinguono in maniera comune per una gradevole vivacità di ritmo, condita però da un'atmosfera malinconica di fondo, quasi dark): il primo brano (quello che preferisco), 'Faustine', sembra avere un sapore vagamente americano (magari inseguendo la scuola indie rock del movimento Paisley Underground..Dream Syndacate & co.); il secondo sembra essere più in linea con dettami più inglesi (grazie al cantato che si fa a tratti più beat e la carica più garage punk, anche con rimandi al 77 style).

Peccato davvero non abbia avuto un seguito questo lavoro: dopo questo passo infatti, dei Rainvox si perderanno definitivamente le tracce (---> due dei tre componenti riaffioreranno successivamente soltanto in un progetto blues rock dalla metà degli anni 90: i Bad Influence http://www.bluesandblues.it/artiital/badinflu/badinflu.html#audi ).

Io, in conclusione vi dico! :  ho adorato questo dischetto fin dal primo ascolto ! ....chissà che non capiti la stessa cosa anche a voi...............Buon assaggio sonoro !


Special Rare Garage & Psych Week in Rome --> Day 5, description in english: dear foreign friends, following the sequence of this special weekly sharing, today we have the only record made by another very good roman project: Rainvox (1986-1988?). A 7 inches with 2 really enjoyable tracks in a perfect neo-garage style, totally played with acoustic guitars and drums (in a power trio formation). The first side is for 'Faustine', a track with an american Paisley Underground touch (this is my perception!); the second is the free field of 'Side of Love', a song more animated, almost punk rock with beat vocals and more british in the definitive aspect. Charming lyrics, a bit dark...


Please Enjoy

http://www.4shared.com/zip/uJ3YUm_-ba/Rainvox_7_inches_1988.html



A domani per il penultimo giro della settimanella romana...

Saluti.


giovedì 30 ottobre 2014

Rare Garage & Psych Week in Rome: Day 4, The Kim Squad



Eccoci qua per la quarta giornata della Roma neo-60s...oggi finiamo in compagnia dei....




THE KIM SQUAD





Un altro progetto decisamente interessante e che dovrebbe dire qualcosa ai conoscitori del genere...un bel progetto animato e fondato da un'altra figura chiave della Roma neo-garage & psych anni 80: François-Regis 'Kim Squad' Cambuzat...





Un tipo con una storia particolare (sotto troverete un link opportuno per ragguagliarvi) e che ha sguazzato nell'alternativa di vita fin da..sempre...che è diventato romano d'adozione nella seconda metà degli anni 80, quando ha trovato nella capitale italica l'ambiente ideale per poter cominciare a portare avanti (assieme a dei co-affini, evidentemente) la sua musica.
Lo fece all'inizio proprio con questi The Kim Squad --> Il primo nucleo di quel giro di persone che sarebbe poi confluito nel più esteso (di nome e per coinvolgimento di persone) progetto chiamato Kim Squad & Dinah Shore Zeekapers (con variante finale a volte indicata in 'Headbangers' --> al posto di Zeekapers).
Un bel discorso musicale interpretato oltre che da François-Regis (come brillantissimo vocalist e compositore) anche da altri validissimi musicisti, tra cui: Elena Palmieri (basso), Angelo Pinna (batteria), Giorgio Curcetti (chitarra, già incontrato nei Garbages..) e Roberta Possamai (tastiere).

Per andare nel merito della vicenda, dei Kim Squad possiamo dire che sono stati  certamente uno dei progetti più importanti del movimento neo-60s romano anni 80. Lasciarono infatti a noi posteri (forse!) la perla massima mai prodotta da parte di tutto questo turbinio di band capitoline, un fantastico lavoro su vinile oggi ricercatissimo: l'Lp 'Young Bastards' (---> prodotto nel 1987 niente meno che dalla Virgin, con regia sapiente di uno sconosciuto Oderso Rubini..).
Un Disco che vendette allincirca 100.000 copie e che valse a Cambusat e soci tournèes anche all'estero...

Oltre a questa importante uscita i Kim Squad si fanno ricordare anche per aver vinto a mani basse il terzo concorso 'Indipendenti' organizzato dalla rivista Fare Musica e per aver parteciperano a due importanti compiltion su Lp: 'Rockbeef' e soprattutto 'Lucifer's Friends' (che DOPO i due volumi di Eighties Colours è -a parere del sottoscritto- LA compilation neo-psych/garage più importante degli 80 italiani).

Un'esperienza rilevantissima quindi, interrotta (ufficialmente?) intorno al 1990, quando Cambuzat decise di abbandonare il suo primo e fortunato pseudonimo romano e di 'farlo fuori' letteralmente col disco: 'Uccidiamo Kim'. Un lavoro che avviò (assieme al suo precedente come solista -Notre Dame des Naufrages-, già fatto uscire col suo nome di battesimo) la sua nuova fase di musicista, più dedita all'avanguardia musicale e a quel sound che oggi viene definito come post-rock. Da qui altre collaborazioni e tanta musica...

Per saperne di più sul geniale François-Regis Cambuzat c'è questa sua bella (e corta) biografia http://www.lacasadellagrancetta.it/?p=492  e per seguirlo nei suoi ultimi interessanti movimenti (dove si accompagna con figure di fama internazionale del calibro di Lydia Lunch -sic!-) vi consiglio il sito del progetto Putan Club http://www.putanclub.org/putan_club.html  .

Beeeene, dopo questa più o meno succinta presentazione del personaggio e del suo primigeneo progetto, ecco a voi quello che sembra esser stato il primo demo dei Kim Squad...il self-titled sottostante...



'The Kim Squad (demo 198x)'





Un lavoro purtroppo senza precisa datazione che credo sia stato prodotto in un momento immediatamente antecedente all'uscita dell'unico Lp dei Kim Squad più 'allargati' (qualcuno in caso potrebbe fornire aiuto nel fornire un anno preciso di realizzazione a questa cassettina..).
Un gran bel demo vi dico subito, cari miei / e care mie, composto di ben 8 brani, registrati in un qualche studio romano e segnato indiscutibilmente dal grande estro di Cambuzat. 
Una cassetta, dirò secondariamente, per certi versi molto atipica a livello di sound, condita di psichedelia (guardando ai Velvet Underground, sentire la intro del primo brano...) ma fino ad un certo punto, segnata più che altro da un citazionismo blues, qui declinato con toni a tratti anche lancianti (forse sul modello di quel che faceva sul finire degli anni 80 un certo Nick Cave..).

Le liriche son tutte ben ispirate e il cantato si esprime anche in italiano (..oltre che in francese, lingua madre per François..). Atmosfere definitivamente molto malinconiche e intimiste (neo-classiche anche, per via dell'uso del piano), che cedono il passo di tanto in tanto anche a momenti di vivacità ritmicità.

Insomma, vista la qualità (che è forse solo approssimativa in alcuni passaggi, ma per via della vetustà dovuta alla rovina del tempo, a cui ho rimediato come ho potuto, non certo alla caritatura compositiva) e l'alta dose di buona creanza (soprattutto tecnica, anche se non so' precisamente dirvi chi coadiuvò in questo lavoro il bravo 'Kim'), vi consegno un lavoro davvero gustosissimo, da ascoltare magari in un attimo di pace e di riflessione umana...Buon Ascolto !


Special Rare Garage & Psych Week in Rome --> Day 4, description in english: Another pearl from the roman neo-garage & psych movement based in Rome around the 80s, a work from the very important ensemble The Kim Squad (second half of the eighties). One of the best bands of the 60s rock revival in Italy, here with a short formation, maybe before to call itself Kim Squad & Dinah Shore Zeekapers/Headbangers, animated by the brilliant musician François-Regis Cambuzat (today in a project with Lydia Lunch: http://www.putanclub.org/putan_club.html ) and maker of the great Lp record 'Young Bastards' (Virgin 1987, 100.000 sold copies !). This special demo is 8 tracks work marked by some experimental tendencies, influenced from psychedelic rock (The Velvet Underground mostly) and from the most sick blues (maybe following what Nick Cave was making in the same years of this release..). A very good tape, cleaned at my best (maybe not in a miraculous way..).


Please Enjoy

http://www.4shared.com/zip/XlG_qtuNba/The_Kim_Squad_demo.html


Ringraziamenti al solito F.d.P. per l'originaria condivisione e appuntamento a domani per la prossima proposta neo-sixties romana.


Saluti.


mercoledì 29 ottobre 2014

Rare Garage & Psych Week in Rome: Day 3, P.U.B.



Terzo giorno della settimana neo-garage & psych romana...oggi sarò breve, anche perchè il progetto è talmente misterioso che io stesso ne so' davvero poco...comunque, ecco a voi...i...





P.U.B.






Un progetto in sigla (lettaralmente Private Union of Businessmen) che fu attivo tra l'86 e l'89 e che oltre a Roma (soprattutto in ambiente mod) riuscì a farsi conoscere anche sulle riviste specializzate di allora (che li recensirono in più occasioni).
Anche Tony Face (uno dei massimi conoscitori del movimento mod italiano) li ricorda bene sul suo blog nello stilare un bell'elenco di band mod italiane esistite (o in attività) dal 79 ad oggi: http://tonyface.blogspot.it/2006/03/le-mod-bands-in-italia.html (qui si, volendo, che potete farvi una bella lista della spesa..).

I P.U.B. erano molto interconnessi con le altre band neo-garage & psych della capitale. Stefano Bellezza, il chitarrista, si riversò in questo progetto dopo aver fatto parte (nel primo lustro 80) degli Underground Arrows. 
Alcuni altri elementi vengono segnalati in una formazione apparsa su una rivista del 1988 (con anche Bellezza alla chitarra):  Domenico Antonucci voce, Giulio Fermetti batteria, Andrea ‘Dum’ Lapponi basso, Francesco Gazzara tastiere --> Una formazione che ad occhio non si discosta molto da quella fondatrice del progetto (di appena due anni prima). 
Una compagine però, questa dell'88, che rispetto al primo periodo aveva già un po' cambiato lo stile espressivo: gli esordi della band infatti ci parlano di un cantato esclusivamente in inglese e segnato da un classico ritmo garage punk (molto in linea col mod revival attualizzato), in quest'annata (col secondo demo) cominciano a cantare anche in romanesco ed in italiano.

Io qui per voi ho il loro primo e gustosissimo demo (la cover è quella che vedete campeggiare sopra)...


 'P.U.B. (demo 1987)'


Un self-titled molto interessante, di breve durata purtroppo, con 5 brani attestanti il primo repertorio della band (i due nel finale sono registrati live).
Un sound non estraneo a svariate influenze: beat senzaltro (merito degli interventi di una piacevole tastierina), garage punk (di diversa natura), post-punk (per via di qualche cadenza rintracciabile qua e là) e blues (carina la cover di 'Soul Man', peccato si senta male a tratti...i pezzi in studio si sentono benissimo però..).
Un demo prelibato (poi l'ho anche pulito a dovere! piccola soddisfazione personale..)...Buon Ascolto !


Special Rare Garage & Psych Week in Rome --> Day 3, description in english: as next shot of the weekly sequence an other underrated band from the italian capital, the short project called P.U.B. (literally Private Union of Businessmen - 1986-1989). Here with their (maybe) first demo tape (1987), a self-titled with 5 tracks in a pure 80s garage revival style: influenced by 60s beat, garage punk, post-punk (hear some rhythms here and there..) and blues (look at the cover 'Soul Man'..). A little jewel from the old neo-garage & psych age in Rome.


Please Enjoy

http://www.4shared.com/zip/sNAFDfUkce/PUB_demo1987.html



Un grazie ad F.d.P. per la condivisione e un caro saluto a quanti animarono il breve ma significativo discorso dei P.U.B. . A domani per il proseguimento dell'approdimento neo 60s capitolino...

Saluti.


martedì 28 ottobre 2014

Rare Garage & Psych Week in Rome: Day 2, The Garbages




Deng Deng Deng, svegliaaa.... Secondo giorno della settimanella neo-garage/psych nella Roma anni 80 !!...super chicchetta in arrivo...direttamente dal primo periodo di una mitica band romana...i...





THE GARBAGES






Gli afecionados romani del rock più verace ricorderanno certamente questa band. Un progetto che nacque intorno al 1985 grazie alla carica di uno dei vocalist più vulcanici di tutto il rock anni 80 romano: Luigi Bernardini. Un vero 'animale da palco' con una voce potente che si faceva ben volere con i suoi modi schietti e diretti.
Dopo una prima fase di rodaggio e di intensa attività live, i Garbages si fecero una bella fama nella capitale e non solo. Tanto che ben presto cominciarono a maturare contatti importanti, il più decisivo dei quali fu quello con Alberto Cadeddu che li portò a far ben presto un intero loro album in studio (in ben due versioni, una anche con l'elegante vinile rosso): 'Where The Alien Is?' (--> l'unico Lp prodotto dall'etichetta cagliaritana Arresto Cardico, che fu più che altro una tape label).
La band capitanata da Bernardini arrivò a quest'appuntamento con una consolidata formazione (che non era più la stessa di inizio attività, targata 1986 --> quella in foto), con dentro elementi di provata esperienza in altre pre-esistenti/o contemporanee formazioni. 
Agli strumenti nel disco (oltre a Bernardini alla voce) troviamo: Alessandro Magnotta alla batteria, Giorgio ‘Greco’ Curcetti alla chitarra, Romano Pasquini al basso (a quel tempo ancora nell'importante formazione italo-inglese A-10), Vito Serafino alla chitarra e Laura Miglionico alle tastiere (e ai backing vocals).
Il lavoro, viste le indubbie doti dei partecipanti, fu ricevuto favorevolmente dalla critica, che ne esaltò in particolar modo la freschezza e il grande impatto sonoro: un garage punk senza tanti fronzoli, sparato a velocità scatenata e condito dagli ottimi interventi sonori della tastierista Miglionico (che forniva evidentemente il tocco psichedelico definitivo in certi passaggi). Un dischetto da recuperarsi assolutissimamente...

Dopo questo ottimo passaggio, per i Garbages sarebbe toccato tanto altro rumore e apprezzamenti un po' ovunque. Nell'89 partecipano a Hey Roma ! compilation (su Lp): una selezione mitica dell'underground rock romano con dentro alcune delle migliori band capitoline in circolazione sul finire di decade (con dentro molti nomi affezionati al garage e alla darkwave...vedere su discogs). 
Al 90 risale l'ultima produzione ufficiale del gruppo: la partecipazione (ancora su vinile) alla compilation 'Rock Contro il Proibizionismo' promossa da Stampa Alternativa, Wide Records, Rockerilla e il Coordinamento Radicale contro il Proibizionismo (anche qui con dentro molte altre ottime band del periodo, stavolta dal calibro anche nazionale...Afterhours, Not Moving, Fun House etc..).
E dopo? Altri cambi di formazione (con ad esempio gli ingressi di Simone Mulas alla voce e di Francesco Pagni -ex Death SS- e Giuseppe Moscato) e diversi altri concerti. 
Il tutto sfumerà poco dopo la metà dei 90 e senza più Bernardini (scomparso ormai tanti anni orsono e ancora compianto da tutti i rocker romani che lo hanno conosciuto) il progetto non verrà più ripreso.
Una folgorante storia che ha lasciato buonissimi ricordi nella capitale...ai concerti dei Garbages non ci si annoiava di sicuro...
E per dimostravi che la loro musica non faceva di certo addormentare...ecco a voi l'unico loro demo in mio possesso, direttamente dal loro primissimo periodo...


'Welcome Back On Earth (demo 198x)'





Un piccolo lascito (appena 5 brani per 20 minuti di durata) ma con un potentissimo sound all'interno, in grado di destare anche le menti più narcotizzate --> Puro rock'n'roll con cantati piuttosto incazzati (per parlar bene..).

Gli stili di riferimento sono un certo garage 60s molto sincopato od anche quello americano alla Stooges di inizio anni 70 (in qualche passaggio sembra farsi quasi hard rock) e poi tanto punk vecchia scuola (anche e soprattutto 77). Il tutto condito dalle spruzzate psych fornite dalla tastiera e da alcuni giochi di chitarra.

Il demo purtroppo è senza una precisa datazione ma si colloca sicuramente a ridosso dell'uscita di 'Where The Alien Is?' (quindi credo 1987, se non proprio 1988).
Fu registrato tutto dal vivo al Mama Dog: un locale romano dove molte band andavano a suonare e dove a fine esibizione veniva consegnato loro un nastrino, con dentro la registrazione (eseguita con un multitraccia) mixata alla svelta da qualcuno dei proprietari (che davano evidentemente un bell'incentivo ad andarci a suonare!).

Buon Divertimento coi Garbages...


Special Rare Garage & Psych Week in Rome --> Day 2, description in english: today a little and energetic demo tape from the early period of The Garbages (Rome, Lazio region 1985-middle 90s). A very good formation across 80 and 90s with a rude garage punk style: devoted to the best and animated 60s garage (with some psych touchs --> thanks to thework of the keyboard) and to the old punk school (77 mostly). 5 tracks of pure energy !


Please Enjoy

http://www.4shared.com/zip/UTXwn0T2ce/The_Garbages_demo.html


Ovviamente, in conclusione, dedico il presente post alla memoria di Luigi Bernardini (ed anche agli ex Garbages, off course!!) e rimando tutti a domani per il terzo approfondimento settimanale con la Roma garagista e psichedelica.

Saluti.



lunedì 27 ottobre 2014

Rare Garage & Psych Week in Rome: Day 1, Technicolour Dream



Hey followers, da un po' di giorni mi frullava in testa l'idea di un'altra settimanella psychedelica sul modello di quella svolta qualche mese fa a Pisa...ecco quindi che a fronte di una possibile e discreta scelta fra chicche 60s revival targate anni 80, ho potuto assemblare delle 'cartelle cittadine' per le principali capitali italiane di questo particolare movimento musicale alternativo, che fu vibrantemente attivo nel nostro usurato stivale proprio in questi anni.
Oggi cominciamo un piccolo viaggetto fra produzioni rare (perlopiù registrate su cassetta) nella capitale anche politica di questo nostro simpatico staterello (...aspettatevi le altre settimanelle cittadine nei prossimi mesi).
Preparate gli occhialini in 3 d (magari questa musica vi favorirà visioni oniriche, chi lo sa' !) e accomodatevi sulla vostra location preferita d'ascolto...via con una piccola presentazione della scena e infondo pronti per il primo inserto sonoro...ciak, si gira!


Mod, Psichedelia e Garage a Roma


Sintetizzare quel che è stato il movimento mod/neo garage & psych a Roma negli anni 80 non è facile, nè ci proverò (vorrebbero mesi di studi che non ho comunque fatto), in questo scritto cercherò di snocciolare qualche storiella e di fare un piccolo excursus di band significative (quelle che non troverete qui, magari saranno oggetto dei prossimi post della settimana...).

Tutto inizia anche qui nei primissimi anni 80, quando anche a Roma andava organizzandosi un movimento mod embrionale e imperniato sulle prime band che cominciavano a vocarsi ad un certo revival 60s, spesso attualizzato in chiame punk od anche post-punk/new wave.
Da dove partire con qualche nome significativo e con qualche storia di rilievo??

Forse dal primo e simpatico corso dei 451..


 

Un gruppetto romano già costituito sul finire dei 70 (incarnato dalle gesta di Massimo Villa, Stefano Bonagura, Daniela Bardi) che nel 1980 buttò fuori un 7 pollici niente meno che con la Italian Records di Oderso Rubini, con dentro una delle hit dei 60s italiani firmata Equipe 84: '(Io) ho in mente te'.
Un'uscita sintomatica di quanto ci fosse nell'aria un bisogno di ritorno ai 60 (a Roma come altrove), con un armamentario magari ammodernato (infatti i due brani inclusi in questo disco sono anche molto new wave, la b-side si intitola proprio 'New Wave Rho' !).

Poi, venendo a cose più propriamente mod e molto garage punk, sempre nel 1980 è da segnalare la nascita di una delle band più importanti della scena capitolina (e nazionale, off course!!): gli Underground Arrows.




Un gruppo importantissimo, non solo per la proposta musicale (che forse sarà quella che da questo consesso riuscirà a conseguire gli onori maggiori anche fuori della capitale), ma soprattutto per il lancio stesso del movimento mod a Roma.
Sono infatti loro, capitanati dall'eclettico leader e cantante Roberto Falsetti, ad organizzare assieme ad altri uno dei primi e più importanti mod raduni nazionali a Roma (--> subito dopo dopo gli altri pioneristici promossi dalla prima fanzine mod 'Faces' di Tony Faces e Alfred Cancellieri..).
E' il dicembre 1983 quando viene organizzato in un locale di Roma il 'Mod Alldayer', un vero e proprio evento dove si esibirono oltre agli stessi Underground Arrows anche i concittadini Halfbeat, i Lager di Cosenza, gli inglesi Small World e gli spagnoli Brighton 64. Un raduno ottimamente riuscito e che vide anche la presenza del DJ Eddie Piller, un mod in vista in terra britannica, produttore e fanzinaro molto conosciuto ad inizio anni 80 (credo fu un autentico colpaccio l'averlo avuto a Roma per questa occasione!). 
Fu quindi un happening decisamente significativo per la capitale che di sicuro incoraggiò il movimento cittadino e che convinse qualcunaltro a buttarsi in questa musica dal chiaro accento british ma che poteva essere riadattata in una modalità tutta italiana (---> come stavano dimostrando altre band sparse per lo stivale, tipo i Blind Alley di Restagno o i Not Moving dello stesso Tony Faces, ad esempio..).
Dopo questo super-evento, verso la fine del medesimo anno, gli Underground Arrows (torniamo a loro perchè recano una storia autenticamente significativa per il mod nazionale, oltrechè romano) suonano in Inghilterra, a Londra per la precisione, per due concerti e diventano così la prima mod band italiana a riuscire in questa impresa (insieme, ma seguiti di poco, ai Four By Art di Milano...). 
Da qui matureranno per questa band contatti importanti che consentiranno loro di fare (e stavolta è un record autentico) i primi dischi inglesi registrati da band modernista italiana in terra albionica (biennio 86-87): dapprima uno split 7 pollici con i Threads 'The Phase III Mod Bands' (con dentro la fantastica 'The Beat of Life') e poi il disco in solitaria, sempre un 45 giri, 'No Chance to Escape' (anche questo come l'altro prodotto dalla Unicorn, etichetta importante del voluminoso movimento mod inglese). Due produzioni che tralatro verrano accolte molto favorevolmente anche dalla critica inglese specializzata di quegli anni (potete ascoltarle inserite nella raccolta antologica del 2010 'The Ultimate Collection 1982-1992'...che cercare da queste parti potrebbe non risultare errato  http://radiomolotov.blogspot.it/2010/08/underground-arrows-ultimate-collection.html )

Dopo gli Underground Arrows o già in contemporanea ad essi si originarono ovviamentealtre band. E nacque chiaramente un nutrito movimento, con i suoi locali e i suoi ritrovi. Tra queste si svilupparono giustamente tanti differenziazioni giocate in chiave neo-60s: c'era chi faceva cose più garage punk più dure (riadattando i Kinks o i Sonics ad esempio), chi si dava di più a produzioni psichedeliche (scuola americana o inglese late 60s che dir si voglia), chi condiva col folk o col blues, eccetera eccetera..

Insomma ci fu una bella diversificazione, e di conseguenza anche una discreta proliferazione di band.
Qualche nome? 

Beh, per fare delle menzioni posso partire ancora dai già incontrati Panjandrum (qui: http://italo-wave.blogspot.it/2014/07/rare-7-inches-week-day-4-panjandrum.html ) che erano attivi tra l'80 e l'84 e che strizzavano decisamente l'occhio alla psichedelia dei Pink Floyd e ad un certo atteggiamento british.


Vanno poi ricordati i Modern Charms guidati da Paolo Petrucci (1984-1986)...




I Side Walkers, una band che era attiva nella seconda metà degli anni 80 e che fece un ottimo demo nel 1988 (rintracciabile qui: http://www.romasuona.it/archivio-storico-the-side-walkers/#sthash.jMPpcz3M.dpbs ).

I Woody Woodpeckers, autori di un buon garage punk (--> da non confondersi con i pordenonesi Woody Peakers..).

I già incontrati Fasten Belt, che soprattutto nella loro prima fase di carriera unirono ad una vibrante struttuta punk rock una decisa spruzzata di garage (soprattutto nel loro periodo High Rise, per intenderci...).




I Bandana, che fecero un ottimo Lp con la Klang Records sempre nell'88 e che erano così composti: Aleksande Nuccilli, Simon Dog, Fabrizio ‘joe’Vannini, Rik Drill.




Sul finire degli 80 erano ben desti gli spumeggianti Geki (formazione 1990: Caveggia basso, Suppre chitarra, Pischens chitarra, Colera voce, Cristiano batteria), di cui sul tubo potete trovare qualcosa...




Altro gruppotto dello stesso periodo erano i Flies (molto folk & psych), di cui vi consiglio la loro pagina fb https://www.facebook.com/Fliesroma  e l'ascolto del loro ottimo (e purtroppo unico) Lp datato 1989 ('On The Other Side of The Tracks')...




C'erano inoltre, sempre in questo lasso temporale, i Sentinels, che facevano un garage psych piuttosto divertente e un po' carnevalesco. Formazione: Hey-u-genio voce, Steve Stroll voce, Klau Auf basso, By Bau tastiera, Alex Petrol tastiera, Mars Fra'joly chitarra e Feby Xoz batteria. Incisero un pezzo per la compilation 7" EP "Astina Astina Tipompomele" prodotta dalla I.R.F. e dalla Bufala Record nel 1992.
Sul tube si trova questo loro bel brano (non indifferente a liriche demenziali Skiantos style): https://www.youtube.com/watch?v=W6oPKTlDw08 .




Vanno annoverati poi gli Spookies (88-91) che ad inizio anni 90 sarebbero diventati gli Head and The Hares (autori di diversi dischi nei 90 --> vedere sempre discogs ed ascoltarli in caso)...





Appena fuori Roma (a Civitavecchia) erano attivi i Jelly Fish: Luca Piccione voce, Kit Gould chitarra, Alberto Angelini basso, Paolo Mastandrea tastiere, Riccardo Galli batteria. Una compagine che amava unire al garage atmosfere blues e un certo rock alla Dire Straits. Parteciparono ad Arezzo Wave 89 e cercarono di mettersi in evidenza soprattutto nel corso degli anni 90. Sul tubo c'è questo loro bel pezzo: https://www.youtube.com/watch?v=ypey7Ym63RQ .

Basta così? No dai, mi son dato una settimana per sottoporre anche altri nomi...

E poi, dopo questa carrellata (eseguita anche un po' a capriccio del sottoscritto) possiamo entrare finalmente nella sezione 'proposte e storie con allegato sonoro'...ed iniziamo l'approfondimento di raro garage & psych a Roma narrando e condividendo qualcosa dei......



TECHNICOLOUR DREAM





Eccoci qua, sul finire di post, difronte ad un progetto cruciale per il movimento mod e psichedelico romano, tralasciato in fase di breve excursus storico-fotografico proprio per afrontarlo meglio qui (chi avrà notato altri 'buchi storici' magari si ricrederà durante la settimana -scorgendo le varie proposte- od integrerà alla fine della stessa...).
Chi conosce questi Technicolour Dream? I conoscitori del genere di riferimento conosceranno senza meno. Quanti precisamente sapevano che trattasi di progetto già con prodromi nei 70?
Infatti i due protagonisti principali (in foto) Marco Conti (bassista/voce) e Fabio Porretti (voce/chitarra), già dal 76 per un quadriennio (con termine nel 79) provavano a proporre una psichedelia ammodernata con una formazione denominata Fosphorescent Cat. 
Un discorso che fu breve anche perchè i tempi non erano ancora maturi per una riproposizione di una psichedelia più pura (un po' sopravanzata in quegli anni, nel campo della musica rock, dal progressive, dall'art rock e dall'hard rock classico), in grado di riprendere il discorso partito nel secondo lustro dei 60. I Fosphorescent Cat non lasciarono traccia però.
I due pertanto, al termine di questa esperienza, interruppero il sodalizio, e solo dopo qualche anno (nel 1983) e a seguito del nuovo interesse per queste sonorità, tornarono insieme. Dapprima come Chokin Spires e poi definitivamente come Technicolour Dream. E con loro a completare il terzetto originario (alla batteria) Paolo Conti (fratello di Marco).

In questo clima di montante interesse per la neo-psichedelia associata al garage e riadattata in un luce quasi punk, la nuova formazione ebbe ben presto modo di mettersi in risalto: esibendosi, mandando in giro materiale, e dopo poco anche cominciando ad incidere con qualità: incisero un brano che venne allegato alla fanzine Lost Trails (la fanzine gestita da Claudio Sorge, faro del movimento neo-psych italiano, per mod ma non solo) e soprattutto riuscirono a partecipare alla prestigiosissima compilation 'Eighties Colours' (col fantastico pezzo 'Vinyl Solution'), vera compilation di varo ufficiale del revival neo psych & garage italiano (prodotta dalla Electric Eyes Records nel 1985).

Dopo questi fortunatissimi passaggi, che valsero alla band una certa notorietà nell'ambito del revival 60s, arrivò quasi subitaneamente l'occasione di fare un intero Lp. L'occasione fu concessa loro dalla neonata High Rise di Federico Guglielmi, che produsse loro il fantastico 'Pretty Tomorrow'.
Un lavoro ancora oggi acclamatissimo  e osannato dagli addetti del settore. Estremamente intriso di quel sound che i Technicolour Dream amavano tanto: la psichedelia inglese dei tardi 60s alla Pretty Things, Tomorrow (il titolo dell'Lp è difatto una crasi omaggio a queste due band), alla Creation, alla Move etc..

Ottenuto così un discreto successo, ci si sarebbe potuti aspettare una lunga vita per il progetto (che nel frattempo aveva visto avvicendarsi altri mirabili musicisti agli strumenti: Luciano Pavia, Paolo Porretti, Alessandro d'Aloia), invece i due protagonisti principali decisero di prendere strade diverse...

Fabio fonderà un'altra grande band neo psych romana (stavolta con forte ancoraggio post-punk anche), i Magic Potion...




...che faranno 3 dischi sempre con la High Rise di Gugliemi tra l'87 e l'89 (--> assolutamente da ascoltare).

Mentre invece Marco Conti darà vita ad un altra importante compagine (più longeva stavolta): i Pale Dawn. Un progetto che acquisirà un certo rilievo grazie alla partecipazione al volume 2 di Eighties Colours (sempre Electric Eye Records) e ad un disco 7 pollici ('Mesmeric Moon') con la ultra citata High Rise (che l'avrete capito no, diede una grossa mano a molte formazioni neo-psych e garage capitoline..e non solo).

Ok, ora dopo cotanto scritto, l'effettivo allegato sonoro dei Technicolour Dream...


'Radio Sessions (live recording 198x)'


Trattasi di un piccolo e delizioso reperto sonoro, di cui non ho copertina ne immagini della tape, che fu registrato molto probabilmente nello stesso anno di uscita di Pretty Tomorrow (1985 quindi..). 
E' una mini raccolta di radio sessions (esibizioni dal vivo espletate in alcuni studi radiofonici) eseguite dalla band (stavolta con ragionevole certezza) proprio per andare a promuovere il disco attraverso i preziosissimi canali eterei.
La cartella si compone di 5 ottimi brani registrati (con mirabile perizia) dal vivo e che si trovano quindi anche in Pretty Tomorrow.
A livello stilistico, le canzoni sono tutte abbastanza vivaci e ben ritmate: influenzate dal beat, dal punk e attraversati da improvvise distorsioni di chitarra (quei necessari tocchi acidi e rudi che marcano l'intento psichedelico dei Technicolour Dream...). L'unica che si discosta nell'esecuzione è 'Lancaster Girl', suonata in chiave acustica e che ha un andamento da ballad.
A corredo ho aggiunto in cartella anche un Pdf con la principale rassegna stampa che ha riguardato nel tempo la band. Spero gradirete anche questo...intanto...Buon Ascolto...



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Rare Garage & Psych Week in Rome / Presentation


Today, on this blog starts a week with rare releases that come from the old neo-psych / garage mod revial movement that was very strong in Rome between the early 80s and the first years of the 90s. The first 'number' of the weekly sequence is dedicated to the Technicolour Dream (1983-1986)...

Description of the tape in english: As first issue we have here a sort of mini collection of the band, coming from some radio sessions, played around 1985 to support the outside of Pretty Tomorrow (their only Lp, produced in 1985 by High Rise records --> really adviced the listen!). The 5 tracks are a pure example of the very good qualities of the band: a mix of garage psych (following the english school of bands such Pretty Things, Tomorrow, Move, Creation etc..) re-edited with a definitive punk taste. Really good the acustic ballad 'Lancaster Girl'.


Please Enjoy

http://www.4shared.com/zip/s_nbyzAjba/Technicolour_Dream_radio_sessi.html


A domani per il proseguo della saga capitolina...


Saluti.



sabato 18 ottobre 2014

Italian Swiss Wave & W.U.R.



Hey bei soggettini e fruitrici del web, bentornati qua...oggi vi do' in pasto una ricognizione fuori confine italico, pur rimanendo a parlare (e pienamente) di wave italiana ! Si va in Svizzera per questo giro...e chi lo avrebbe detto...



Movimenti di Nuovo Rock Italo-Svizzero


Tempo fa aggirandomi per alte valli piemontesi con qualche ricerca virtuale mi son detto: ci sarà stata una new wave svizzera nella parte italiana di questo ameno e apparentemente pacifico staterello europeo? La risposta è giunta dopo un bell'approfondimentino personale...un giro davvero interessante per il sottoscritto !
Forse era normale aspettarsi di trovare qualcosa, però vi garantisco che è stata gita affascinante e comunque non tanto semplice (per ragioni anche un po' linguistiche a volte...). Ovviamente bisognerebbe indagare ulteriormente, chiedere a qualche protagonista di allora...ciurlare meglio nel manico...io posso favorirvi questo...

Di punk ne ho trovato poco per tutto il periodo di mio interesse: tracce di primigenee band nella svizzera italiana che già nella fine dei 70 facevano punk sugli stilemi della prima vulgata...non ne ho trovate...
Ho trovato invece piccole grandi storie assolutamente degne di nota (ed anche decisamente wave, off course!!)...vediamo...

Parto per questa ricognizione dalla storia di Carlo Jolli, un rocker chiave per la musica alternativa ticinese. Un valido musicista di Bellinzona che fin dalla seconda metà dei 70 ha segnato un po' il rock della Svizzera italiana. Non solo contribuendo a fondare band, ma lanciando anche un genere: il rustick rock. 
Difatto un rock in salsa locale con cantati in dialetto ticinese. Un'intuizione questa che fece scuola, grazie soprattutto all'esempio che diede con la sua prima band più importante: gli Oroc Flambè.




Una band fondata nel 1978, attiva ancora oggi (la foto è recente e Jolli lo vedete seduto sul bracciolo di sinistra..), che ha coinvolto nel tempo molti musicisti delle più diverse estrazioni e che ha certamente influito sul moderno rock ticinese. Stilisticamente gli Oroc Flambè han miscelato molte cose, quindi anche new wave e punk rock (anche se hanno davvero proposto un bel miscuglio di rock e di musica in genere).

Jolli fin dal 79 ha anche iniziato ad organizzare (insieme ad altri evidentemente) l'apprezzabile festival di Sementina (una località vicino a Bellinzona) dove per tutti gli anni 80 han potuto esibirsi molte band locali, e immagino, molte anche con stilistica wave.

Per passare ad altro pur restando a Bellinzona, nel 1980 c'è da segnalare la costituzione degli Scarp da Tennis. Una dei primi gruppi rock ticinesi a sondare sonorità più new wave, anche se con un sound molto in continuità con il rock classico precedente: infatti tutti i componenti originari -Mario del Bon basso/voce, Fabrizio Ghiringelli chitarra/voce, Tiziano Caprara batteria (i tre membri storici della band)- avevano già iniziato a suonare fin dai tempi del beat anni 60 (anche in gloriose formazioni ticinesi come The Nightbirds e Riddleboys) e del prog anni 70 (The Gong). 




Questi allegri rockers in perenne evoluzione (autori di un rock molto ironico) arrivarono forse a fare il primo disco rock wave ticinese anni 80 (nel 1983): 'Alè Granata Alè / Rott Ratt Ruud Rock' (cercate su you tube e vi sarà concesso di ascoltare..) --> un disco synth pop rock wave, fondamentalmente..
Vanno anche loro inscritti nel fenomeno del rustick rock, seguendo chiaramente la lezione dei coevi e concittadini Oroc Flambè. Qui c'è il loro sito ufficiale: http://scarpdatennis.ch/  .

Nella Val Mesolcina, a Mesocco, nel cantone dei Griogioni stavolta, sempre in una chiave pseudo-rustick rock (per via dell'utilizzo di un altro dialetto svizzero-italiano, quello mesolcino per l'appunto) erano attivi i The Nightmare of The Scarecrow...




Una band che era capitanata da Luciano Toscano e che era autrice di un post-punk folk molto sornione ed accattivante. Sul tubo ci sono dei brani di questa band nel canale you tube dello stesso Toscano  https://www.youtube.com/user/doggentle/videos --> sono tutti tratti dal suo disco solista del 99 'La Scinta del Dragh', se aguzzate la vista trovate anche i tre brani che in precedenza furono da lui composti e suonati assieme ai Nightmare: 'E Baila i Giupin', 'Ia Ciapou l'Orz' e 'Topo su Marte'.
La formazione al completo era così composta: Luciano Toscano voce/chitarra, Beat Caviezel batteria, Roland Fuhrer basso, Joel Schafli chitarra. Con collaboratore occasionale (al violino) Simone Hellmuller.


Per passare a qualcosa di rispondente a dettami più precisi della new wave internazionale, dobbiamo spostarci a Chiasso, dove erano attivi (tra l'81 e l'85) i formidabili Dr. Chattanooga & The Navarones.




Un ensamble molto interessante che proponeva una new wave decisamente sperimentale (un po' alla Tuxedomoon, minimal wave e con forti condimenti etnici) e che vide tra le sue fila (tra gli altri) Giorgio Rossi (nel periodo 82-84), Nicola Marinoni (alle percussioni) e Franco Ghielmetti. La mente creativa del progetto fu certamente Francesco Vella (il loro carismatico vocalist dalle movenze teatrali), oggi maggiormente conosciuto come affermato pittore neo-espressionista. In questa pagina potete leggere un ricordo di quell'esperienza e del clima anni 80 in cui operarono il Dr. Chattanuga (il Vella...) e i suoi Navarones : http://www3.ti.ch/osservatorioculturale/evento.php?eve_id=7245 .
Qui invece (ancora su you tube) potete ascoltare qualcosa dalla loro produzione musicale (benedetti passaggi televisivi nelle tv locali svizzero-italiane...) : https://www.youtube.com/results?search_query=dr+chattanuga+navarones  .



Ok, dopo queste segnalazioni, arrivati a questo punto qualcuno si starà chiedendo (magari qualche esperto di geografia svizzero-italiana..): 'e i centri principali della Svizzera Italiana, Locarno e Lugano?!?!?'
Beh, per queste due realtà cittadine c'è da fare un discorso un po' a parte. Ci fu un grande movimento rock anche qui, però moltissimi musicisti afferenti a questi due importanti centri urbani svizzeri collaborarono e misero su band nella maggiorparte dei casi per vocarsi all'hard rock o ad una jazz fusion ancora fortemente influenzata dal prog dei tardi anni 70. Tutte cose validissime ma un po' fuori dai canoni che più interessano in questo blog; comunque, in questo sito (per chi volesse approfondire vicende extra-wave) sono ripercorse molte genesi di questi progetti musicali che intercorsero tra queste due città:  http://www.midnight-productions.ch/omaggio_ad_andy_kauz.htm .
Menzioni a parte che scorrettamente risalto in questo contesto sono per la saga dell'ottimo e compianto vocalist Steve Lee (cantante nei Chosen Survivors, Krak e nei più famosi Gotthard ---> tutte formazioni hard & heavy) e per i progetti locarnesi come quello dei Forsale (hard rock wave stile Europe) o dei Brainstorm capitanati dall'eclettico Aldo Martinoni (un altro nome di spicco della musica alternativa ticinese) che facevano una jazz fusion con anche vaghi rimandi new wave.

Infine, sempre a Locarno era attivo un altro progetto degnissimo di nota e che anzi, qui per voi si fa inserto sonoro...ecco in conclusione la storia del progetto...




W.U.R.




Un misterioso acronimo che negli anni 80 incarnava le principali produzioni avanguardistiche del geniale musicista ticinese Roberto Raineri-Seith.
Una figura rilevantissima nel movimento underground sperimentale della Svizzera e che era in contatto con il meglio del circuito elettro-industriale di quegli anni (molto collegato ad esempio con la ADN Records di Milano...).
Un artista del synth molto riconoscente alla scuola elettronica di Dusseldorf e ai primi sperimentatori di musica concreta o industriale (anche italiani come Luciano Berio o Luigi Nono), che fin dai primi anni 80 come W.U.R. produsse molte cassette e composizioni sperimentali per installazioni, video-performances o rappresentazioni teatrali d'avanguardia.
Nel campo della sperimentazione elettronica puo' certamente annoverarsi tra le figure di spicco in ambito svizzero italiano assieme a Bruno Spoerri.

Nel tempo ha sviscerato varie collaborazioni con altri musicisti, nella seconda metà degli anni 80 va ricordato il caso del progetto eletronico (molto minimal synth e decisamente darkwave) Religion in Silence.





Una formazione a due che vedeva all'opera oltre allo stesso Roberto Raineri-Seith (prevalentemente ai synth) anche l'ottimo musicista Renato Tschabold, qui come chitarrista e vocalist del progetto (morto purtroppo troppo presto, nel 1992...)
Sono ascoltabili sul canale you tube di Raineri-Seith due estratti da un'esibizione del 1987 come Religion in Silence (basta cercarli, i darkettoni in cerca di chicche non se ne pentiranno..): https://www.youtube.com/user/birbabirbabirba/videos  .

Tra il 1989 e il 1991 Roberto Raineri-Seith ha anche gestito il festival di musica d'avanguardia 'L'Altro Suono', dove andarono a raccolta il meglio dei musicisti svizzeri del periodo, quelli ovviamente calati maggiormente nel consesso della sperimentazione elettronica ed industriale (affini al progetto W.U.R. quindi...).

Ancora oggi Raineri-Seith continua a sperimentare e ad insegnare come si fa musica elettronica d'avanguardia. Oltre ad alcuni brani che potete trovare sempre sul suo canale you tube vi segnalo anche che il nostro ha persino pubblicato un libro nel 2014 (--> scaricabile gratuitamente qui: http://www.controlvoltage.org/htm/products.html ) dove vi narra la storia del sintetizzatore analogico e della musica elettronica internazionale in genere, un'altra sua iniziativa davvero interessante (---> mi raccomando su questo sito visitate anche le altre pagine, c'è altro da sapere su Roberto Raineri-Seith e anche da ascoltare..).

Qui per voi c'è una delle sue prime produzioni a nome W.U.R. ...



'Stahlruinen (c26 W.U.R. 1986)'





Una cassettina molto carina e abbondantemente sperimentale (agli amanti di sonorità più melodiche potrà suonar male...), sicuramente segnata da quei riferimenti musicali di cui sopra: elettronica minimale ed industrial.
Credo fu autoprodotta dallo stesso Raineri-Seith e sicuramente distribuita dalla ADN Records. I brani sono tutti strumentali e ben realizzati.

Il lavoro puo' essere diviso stilisticamente in due (...proprio ricalcando la suddivisione nei due lati): nella side A prevale un'elettronica molto ben infarcita di rumorismo industriale ben campionato ed amalgamato (che rimanda un po' ai primordi dell'elettro-industrial più minimale); nella side B prevale invece una tendenza più ambient/dark ambient (anche se l'inizio è decisamente minimal synthpop con 'Zahl und Spannung') e vi spiccano le ipnoche ed annichilenti 'Stahlharmonie' e 'Stahlruine'.

Un lavoro per amanti di sonorità non convenzionali...di sicuro non da classifica pop!! Buon ascolto...



Description of the tape in english: dear friends today an experimental tape from the italian swiss wave, made by Roberto Raineri-Seith under the name of W.U.R. (Locarno, Canton Ticino 1984-1994). A project very experimental related to the ADN Records (a famous indie label based in Milan in the 80s) and very influenced by the best electro-minimal/industrial artists across 70s and early 80s. Here with a tape from the early period of W.U.R., a work divided in 2 parts, 2 sides clearly different: the first with a classical electro-industrial of the early age (noisy and minimal synth), the second in a more ambient/dark ambient style (exception for the well rhythmed 'Zahl und Spannung', almost synthpop) with the great/hypnotic tracks 'Stahlharmonie' and 'Stahlruine'.


Please Enjoy

http://www.4shared.com/zip/ie_Q4KMbce/WUR_demo_1986.html


Ringrazio Mad Max per la condivisione del demo e dedico il presente post alla memoria di Steve Lee e Renato Tschabold, oltre che a tutti gli altri musicisti italo-svizzeri che animarono la loro scena anni 80.

Saluti.