domenica 30 marzo 2014

Il Muro 70/80 e i Monodroma



Eccomi ! Sul filo di lana provo ad inanellare l'ultimo post di questo marzo 2014, e provo a farlo cercando di sviscerare un discorso che ultimamente mi ritrovo spesso a fare...specie nella mia testa ! Un discorso che riguarda la discontinuità o meno di due decenni musicali, davvero ricchi per la storia della musica mondiale/occidentale: i 70 e gli 80 !
Ora, premetto subito che non domino tutto lo scibile delle produzioni musicali più interessanti di queste due decadi, vorrei provare a compiere delle riflessioni di carattere generale...per poi infine, in chiusura, condividere qualcosa che credo c'entri con quanto cercherò qui di scrivere...


Maggiori le distanze o le contiguità, fra i 70 e gli 80?


Comincio subito col dire che in musica (specie per quella musica che interessa di più a me, quella maggiormente rock o sperimentale) l'inizio e la fine di un'epoca o di un genere musicale difficilmente si fanno coincidere con una data. Molti nell'ambito della scena musicale rock individuano uno spartiacque nel 77. La data è presa a riferimento per dividere il rock classico da quello moderno. Il punk nello specifico sembra segnare questo passaggio. Niente fu(/è) come prima da allora, per una serie di buone ragioni (estetiche e stilistiche maggiormente). Ogni complesso rock (serio o innovatore?) a seguito della deflagrazione del punk dovette(/deve) fare i conti con le influenze diversamente post-punk (nel senso più ampio del termine) che ne derivarono. 
Certo anche oggi è possibile (e ci mancherebbe!) riprodurre semplicemente un genere pre-punk senza tanti problemi, ormai siamo entrati nell'epoca dell'eterno revival, tutto quello che è stato prodotto e che possiamo ascoltare (anche in formato digitale) è riproducibile. 
Ed ogni genere si puo' riprodurre semplicemente rifacendolo in un modo del tutto fedele o attualizzandolo (come nel caso del garage punk che ho affrontato in un precedente post).
Ora se prendiamo il punk in se' certamente si puo' affermare che questo movimento (non solo musicale) squassò un mondo, nello specifico della musica rock, quello del progressive. Il punk deflagrò forse nel momento di massima saturazione del progressive. Oggettivamente una nuova generazione giovanile sentì il bisogno di qualcosa di diverso. C'era il bisogno di vivere diversamente una nuova epoca, anche in musica. Il progressive aveva germogliato prosperosamente e aveva accompagnato fino a quel momento una generazione diversa, che aveva lottato e che si era prodotta in un grande sforzo intellettuale di rielaborazione sociale (il progressive fece da colonna sonora a questa propensione).
La generazione che sorse sul finire dei 70 si trovò a fronteggiare una situazione diversa, il capitalismo diveniva di nuovo rampante e aggressivo, in Inghilterra stava per arrivare la Tatcher e un po' ovunque si sentiva aria di riflusso, di cambiamento (forse non in meglio..). Alcune conquiste libertarie erano state acquisite ma sul finire dei 70 la controffensiva dei potentati più conservatori era in atto. Da qui partì forse anche il bisogno di una reazione musicale violenta: il punk appunto.
La generazione del 'No Future' si tirava fuori anche dal tipo di impegno politico precedente (che in parte segnava un po' il passo ormai..), cercava altre strade, la contestazione cambiava. Anche un nichilismo disilluso poteva servire in un certo qualmodo a coltivare una contestazione. Molti non partecipando al sistema cominciarono a coltivare una dimensione intima (molti si sarebbero definiti dark) o assurda (il Dada, la Dumb Art, il Situazionismo), la ribellione consisteva anche nel chiamarsi fuori o il prendere in giro il sistema. Altri come i Clash avrebbero spinto una parte del mondo giovanile musicale verso il combat rock (un rock militante e fiero, che ancora oggi resiste). Altri ancora, come i Crass, avrebbero spinto su tematiche antimilitariste e ambientaliste, sempre in un quadro di offensiva militante (e in questo caso, molto anarcoide).
In musica, dopo il punk, si cominciò a parlare di new wave (la nuova onda), un genere che mi si permetta, ha ancora oggi contorni molto ambigui (ci si infila un po' di tutto in questo termine musicale, persino Albano e Romina Power !).
Molti fra i 'vecchi rocker' liquidarono le nuove sonorità come tendenze musicali degradate rispetto alle precedenti. Ci fu anche chi assimilò la new wave al punk (forse sbagliando..), definendo la nuova tendenza come poco seria (mio padre appena si imbattè nel punk per non sbagliare si buttò sulla classica, senza colpo ferire..ad esempio). Un intero mondo musicale sembrò crollare. Ma fu davvero così?
Le produzioni musicali a cavallo tra gli anni 70 e gli 80 dimostrano il contrario. Molti rocchettari vecchia maniera provarono a resistere, un pubblico fedele c'era ancora. Diversi furono quelli che provarono ad adattarsi, magari assimilando refrain stilistici del nuovo gusto musicale: si fecero più wave insomma. Parecchi progetti con un background progressive tentarono una fusione con le nuove tendenze new wave. Da noi si possono citare mirabili esempi in tal senso, sia nel campo dell'avant-prog (Orchestra Njervudarov, Mamma Non Piangere etc..) che del synth-pop-prog (Francesco Cabiati, I Signori della Galassia, Hydrus etc..).
Premesso tutto questo e ammessa comunque una certa cesura, resta però da capire se si eresse davvero un muro musicale tra gli anni 70 e gli 80. La società cambiò (prevalentemente in peggio? forse) e anche i gusti musicali (anche questi in peggio? ho forti dubbi qui, specie quando si parla del nuovo rock alternativo italiano che sarebbe nato anche in questa fase). Ci fu un cambiamento di linguaggi forse, ma i 'nuovi giovani' provarono a suonare con la stessa passione di sempre, cercando di comunicare qualcosa e di creare nuovi movimenti (meno ortodossi e più liquidi magari). 
Chi dice però che la maggiorparte partì da zero facendo tabula rasa del passato? Certo forse i punk duri e puri tentarono questo (provando una loro strada) ma a ben vedere, a parere del sottoscritto, anche in questa fase si mantenne un filo conduttore ben chiaro nella storia della musica alternativa, che unisce anche i 70 agli 80. Molti musicisti infatti, che cominciarono a suonare sul finire degli anni 70, ereditarono chiaramente quell'alto senso di sperimentalismo che aveva contraddistinto tanto buon progressive. Soltanto che tentarono di assecondare questo bisogno di sperimentazione in un modo differente: diversamente tecnico se vogliamo, ma certamente in una via molto espressiva e innovativa.
Negli anni 80 ad esempio presero il largo due ben precisi generi piuttusto underground che avevano molto a che fare con la wave ma anche con quanto c'era stato prima: l'industrial e la minimal wave. Entrambi i generi, si puo' tranquillamente affermare, hanno dei prodromi nei 70: l'industrial poi si puo' far risalire ancora prima (fino agli sperimentalismi sonori dei futuristi?), il genere fu soltanto codificato sul finire degli anni 70 e diffuso negli 80 (da band come i Throbbing Gristle -sul fronte internazionale- o da geniali compositori, come Maurizio Bianchi -per il fronte italiano-); la minimal wave (anch'essa codificata come genere negli anni 80) si puo' dire che si riesca a rintracciare in nuce già nei maggiori campi dello sperimentalismo elettronico anni 70, come : nel Krautorock alla Kraftwerk e Popol Vuh, nella elettro-library music alla Amedeo Tommasi -per fare un grande nome italiano del genere-, nell'Ambient alla Brian Eno etc...Certamente questa elettronica anni 80 si innovò soprattutto nel cantato e nella composizione dei ritmi (in debito con influenze post-punk), ma il manuale era già stato scritto.
Poi c'è tutta la galassia avant-rock condita di post-punk ed eclettismo vario, un mondo che produsse molto negli anni 80 (no wave, avant-darkwave, art punk etc..) e che in una certa misura ebbe un piglio simile, per intraprendenza, agli esperimenti sonori svoltisi nei meamdri del prog.
Nei 70 italiani ad esempio due ottime band, tra le altre, fornirono dei modelli interessanti a cui guardarono con estremo interesse anche i futuri waver prima di diventare tali: Gli Aktuala e Gli Area. Due progetti che influirono certamente sugli sperimentalismi dell'underground italiano successivo. 


 Aktuala

I primi hanno certamente tracciato un solco significativo nell'avant-prog fin dalla prima fase, grazie ad una certa curiosità di tutti i componenti per certe sonorità sperimentali (tra questi anche il grande Lino Capra Vaccina) ed in particolare grazie anche alle ricerche musicali di Walter Maioli.
Gli Aktuala tentarono nello specifico un'interessante contaminazione dell'allora musica d'avanguardia occidentale con quella etnica proveniente anche dalle tradizioni musicali di altri paesi extra europei. In tal senso va segnalata la loro opera più suggestiva e più sperimentale: Tappeto Volante, un piccolo capolavoro.
Sarà lo stesso Maioli, dopo lo scioglimento degli Aktuala, a continuare il medesimo discorso musicale con i Futuro Antico: un'interessantissima compagine di breve corso (con dentro il già visto Riccardo Sinigaglia e Gabin Dabiré) che dimostrò (anticipando anche un po' i tempi) come era possibile sviluppare certe tendenze neo-tribali mischiando l'uso di vecchi strumenti con l'elettronica, producendo una world music ante-litteram.
Un cammino musicale questo che sarebbe stato seguito da altri e diversi figuri dell'underground successivo (che sarebbero appertenuti prevalentemente al filone neo-folk industriale), come ad esempio dai romani Gustoforte: visitate qui la loro pagina bandcamp (anche per ascoltare in caso..) e scorgerete in basso quali sono i progetti citati come fonte di ispirazione per la loro attività http://gustoforte.bandcamp.com/album/souvenir-of-italy (troverete un elenco con altri nomi di progetti interessanti dei 70 italiani che non ho scorrettamente citato finora...).

i Futuro Antico

Gli Area, in una chiave diversa dagli Aktuala, hanno rappresentato un altro dei mirabili e più significativi esempi dell'avant rock italiano anni 70. Certamente anche loro hanno influito su diversi sperimentalismi italiani successivi. Questo incredibile super-gruppo con 'Arbeit Macht Frei' e 'Caution Radiation Area' (due dei loro primi album, del loro periodo migliore) sconvolse e affascinò già il pubblico e la critica dell'epoca per l'originalità e l'elevata dose di sperimentalità insita nella loro musica. Il loro lascito a mio parere è stato enorme. I sopravvissuti di quell'esperienza suonano ancora oggi (l'ipotetico dio renda loro grazie) ma in quegli anni assieme ad altri come collettivo musicale Area fecero davvero cose mostruose in termini di avanguardismo.
 
gli Area

Tutti i musicisti che vi presero parte avevano una forte volontà innovativa. Paolo Tofani coi suoi rivoluzionari synth AKS diede un'impronta forte, ma anche tutti gli altri apportatorono un grande contributo al sound ultra-complesso che fu imbastito dal laboratorio Area. Poi fra questi c'era Demetrio Stratos. E su di lui lasciatemi spendere alcune parole, fra poco sarà il trentacinquennale dalla sua scomparsa.
Stratos negli Area arrivò a sperimentare qualcosa che difficilmente potrà mai più essere emulato. Già con una storia personale particolare alle spalle (leggasi la sua pagina wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Demetrio_Stratos ), in musica, grazie ad un'incredibile costanza d'allenamento fu in grado di proporre in qualità di 'cantante' espressioni vocali inverosimili, oltre lo stesso concetto di canto. Emettendo la sua voce era in grado di produrre sonorità sorprendenti. C'è un intero documentario su you tube che sviscera bene questo suo sperimentare con la voce, qui il link per curiosare in caso: https://www.youtube.com/watch?v=CvsiLRF7iLw

 Demetrio Stratos

Demetrio morì a soli 34 anni nel 1979 (troppo presto, avrebbe ancora potuto dare molto purtroppo..), colpito da un'anemia aplastica (una malattia ancora oggi tutta da comprendere e sconfiggere). Il giorno dopo fu eseguito a Milano un sentito concerto in suo onore (anche se originariamente era stato pensato per raccogliere fondi in suo favore, per aiutarlo a fronteggiare la malattia). Fu in pratica questo evento (con 60 mila persone ad assistervi), alle soglie del nuovo decennio, a segnare definitivamente un'epoca (che finiva e che in un certo qualmodo avrebbe continuato a riverberarsi ancora, passando il testimone, con degli importanti lasciti ed esempi), una sorta di canto del cigno di tutto il movimento prog italiano, che sarebbe tornato in auge maggiormente come genere preciso soltanto dalla fine degli anni 80 e poi più corposamente nei 90, in una chiave ammodernata e degnamente revivalistica.

In conclusione di discorso, come piace pensare a me, fra i 70 e gli 80 non si eresse un muro (come provocatoriamente scrivo nel titolo), forse il punk aldilà della brutilità che dimostrò, rappresentò soltanto un necessario scossone per smuovere le acque e aprire il varco ad una nuova musica e a nuove forme di espressione musicale. Gli 80 devono molto ai 70, gli stili musicali nuovi (più wave, con tanta elettronica anche) che sarebbero esplosi negli 80 hanno tutti degli iniziatori nei 70. Due decadi, per quanto mi riguarda, a cui bisogna voler parimenti bene (non dimenticando anche le cose buone dei 60 e dei 90..)

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Venendo all'allegato sonoro dirò subito che ciò che ho scelto mi è parso il più adatto per compendiare tutto questo discorso che ho cercato di eseguire sopra (con enormi rischi, me ne rendo conto !)...ho pensato nello specifico di condividere un demo di una band romana che nel 1988 produsse un demo con due lati apperentemente molto diversi tra loro: con un lato A molto wave e un Lato B con grossi tributi prog (in particolare ad una delle band su cui mi sono soffermato pocanzi...). Ho pensato di proporlo proprio perchè simbolicamente mi sembrava l'ideale accostamento, in un unico lavoro, delle esperienze musicali di due decadi (troppo vicine per farsi ancora una guerra ex-post)....con questa condivisione poi ottempero anche ad una mia precedente promessa di sharing...ecco a voi quindi il demo dei...........


MONODROMA



Breve Bio della band:

I Monodroma nascono nella prima metà degli anni 80 a Roma (forse nel 1983) e furono certamente una delle più interessanti formazioni dell'underground wave della loro città. Oggi è una band semi-sconosciuta che meriterebbe qualche nuovo riflettore su di se'. Fu animata principalmente da tre validi protagonisti: Daniele Nuvola (tastiere/chitarra/voce), Paolo Feligioni (voce e chitarra) e Stefano Savi Scarponi (polistrumentista).
Dopo un demo d'esordio produttivo ('Polimorfismo' - 1984), seppero proporsi con merito dapprima nel proprio circuito cittadino, partecipando ad esempio alla compilation 'Faith Fear' associata alla tape label/magazine Tribal Cabaret, e poi anche fuori dal loro contesto originario: in tal senso va segnalata la distribuzione da parte della Materiali Sonori del loro disco autoprodotto (un self-titled del 1987) e la realizzazione di due demo su cassetta con la The League of The Gloomers (la tape label veronese gestita da Luca Rigato, ottimo musicista meglio conosciuto come Bi Nostalgia o nell'ensamble Endless Nostalgia http://tlotg.blogspot.it/ ). Riuscirono (prima di far perdere le loro tracce) anche ad agganciare contatti esteri, come nel caso dell'unica loro produzione su disco per etichetta: 'E La Terra Sa' (1988), un lavoro realizzato per la spagnola Dro, una prestigiosa label gestita ai tempi da uno dei maghi della synthwave iberica, Servando Carballar Heymann.
A livello stilistico, i Monodroma furono autori di un synthpop elegante e raffinato cantato in italiano, a tratti anche abbastanza oscuretto ma in genere decisamente rilassante. In alcuni brani si puo' rintracciare anche un certo bagaglio culturale decisamente progressive, che affiora qua e là.


'Signori e Signore' (1988)


Il demo che allego qui è il secondo prodotto dalla TLOTG di Rigato e come già accennato sopra si divide per prevalenza stilistica in due lati abbastanza diversi tra loro: nel lato A prevale il classico synthpop della band (con forse un brano intruso -'Non Guardarmi Così'- già in odore di tributo a Stratos), nel Lato B si sviluppa chiaramente un deciso tributo agli Area, sia con delle cover che con composizioni proprie della band, sempre in uno stile ispirato agli stessi (---> specie nel cantato, chiaramente espresso inseguendo le orme delle sperimentazioni vocali di Stratos).
Buon Ascolto...


Description of the tape in english: here today a work from the underrated band Monodroma (from Rome - Lazio region). It's a demo produced by The League of The Gloomes: a tape-label managed in the 80s by Luca Rigato, alias Bi Nostalgia & Endless Nostalgia  http://tlotg.blogspot.it/ . A work made in 1988 that shows 2 different styles of the band: on the first part (side A) we can hear the classical synthpop of the band (with only an acoustic track), in a very good level (with some electro-experimental insertions); on the second part there's a prog tribute (with some enjoyable acoustic tracks) to the Area band, an amazing & avanguadist group of the italian 70s. A bit wave and a bit prog, how in the intentions of the present whole post (translate it if you want to know more !!)

Please Enjoy

http://www.4shared.com/zip/HGQmqNwUce/Monodroma_demo1988.html

Un ringraziamento ad F.d.P. per la condivisione e un saluto ai Monodroma (auspicando un loro ritorno) e a Luca Rigato (che spero non se ne abbia a male per la condivisione di un lavoro del vecchio catalogo TLOTG).

Saluti.


 

8 commenti:

  1. Ohhhh e finalmente leggo un articolo serio e non populista sulla questione prog/punk! Entrambi gli stili sono nati come movimento di rottura contro il sistema rivoluzionando il panorama musicale dell'epoca. Che poi, personalmente, preferisca ascoltare i Museo Rosenbach e non quelle ciofeche dei Sex Pistols è un altro discorso. I gusti sono una cosa, la storia oggettiva è un'altra. Bravo!

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  2. Intanto mi fa piacere tu abbia apprezzato lo sforzo esplicativo, ho provato a dire la mia su un'epoca di passaggio molto complessa...sono due decadi che hanno dato tantissimo al rock alternativo italiano, poi ognuno puo' fare la gerarchia secondo i propri gusti, come hai giustamente rilevato anche tu (per inciso: anche io preferisco i Museo Rosenbach ai Sex Pistols). Aldilà degli stili, la cosa che rimpiango maggiormente di certa musica del passato è il senso di appartenenza che era insito in ogni genere: molta gente suonando sentiva di appertenere ad un movimento e di volerne rappresentare i valori (anche sbagliando a volte)...forse siamo alla fine della storia della musica (o forse è solo una fase?), oggi non vedo ne sento voglia di appartenza (ne evoluzioni stilistiche significative)..vedo un sacco di confusioni, di miscugli in musica (come in politica..)...comunque accontentiamoci (!) di quello che puo' ancora creare empatia, anche fra quelle cose che vengono prodotte oggi. Grazie per il commento !

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  3. Credo solo che nella musica non esista un inizio ed una fine, ma un'infinita interconnessione di stili, umori ed idee, spesso legati ad oggettivi contesti sociali ed umani. Ti faccio un esempio pratico: immagina se un qualsiasi genere musicale non avesse mai subito una flessione, le idee che lo hanno reso vitale agli albori si avviterebbero su se stesse facendolo implodere. Ci sono un pugno di band attuali che mi mandano fuori di testa: Nickelback, Sixx AM, Stone Sour e Foo Fighters. Commerciali? Si, ma chissenefrega, sono ottimi performer e grandi songwriters... il resto sono solo chiacchiere da bar :D

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  4. Ma infatti nella storia della musica è andato tutto come doveva andare..quando c'era da cambiare è sempre arrivato al momento giusto qualche innovatore in grado di rilanciare la ricerca sonora e stilistica...purtroppo secondo me, venendo più specificatamente alla storia del rock, dopo il grunge (noise rock + punk) non si è potuto più inventare niente di nuovo...l'elettronica non puo' più spingersi oltre, forse con gli ultrasuoni addomesticati si riuscirà a fare qualcosa di nuovo...ora è tutto generico alternative rock..io almeno la vedo così...però c'è sempre qualcosa che ti coinvolge anche oggi, basta cercare bene...diciamo..

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  5. very interesting music
    old Italian wave not disappoints

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  6. The italian wave is full of surprises, thanks for your note !

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  7. Stefano Savi Scarponi10 aprile 2014 11:38

    Complimenti! Articolo molto dettagliato e preciso. Sarei curioso di sapere dove hai reperito tutte queste informazioni... :)

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  8. Salve Stefano ! Grande onore per me ospitare un commento di uno dei tre Monodroma...grazie per i complimenti, mi fa piacere non aver scritto troppe cavolate riguardo il vostro bel progettino 80s..diciamo che come per altre ricostruzioni ho dovuto studiare, sono riuscito a mettere insieme le informazioni semplicemente componendo un puzzle informativo tramite ricerche web, poi per fortuna ero stato tempo prima sul vostro myspace (--> prima che fosse raso al suolo dai cambiamenti di quel sistema...). Per me ad ogni modo è una sorta di sfida personale il cercare di comporre mini-biografie per band new wave italiane anni 80...se riesco a scovare qualche ex-componente riesco anche meglio...ciao e grazie ancora per il messaggio !

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